«Tieni duro, Umberto», l’emozione del suo popolo su Radio Padania

Per tutto il giorno un filo diretto aperto con l'elettorato leghista

A metà pomeriggio sono arrivati anche i Cobas del latte da Brescia. Neve o non neve, appena saputo di Bossi sono saliti in macchina. Arrivano all’Ospedale di Circolo a metà pomeriggio: «Bossi è il nostro leader, di Bossi c’è n’è uno solo», è il loro messaggio che passa sulle frequenze di Radio Padania. 
È un filo diretto continuo quello che va in onda sulle frequenze della radio legata al partito del Senatur. L’emozione corre sul filo. C’è anche chi telefona con voce rotta, «sto per avere un mancamento» dice. 
Il popolo della Lega, il suo popolo si stringe intorno al leader. Telefonate da tutto il nord Italia, tantissime donne; in studio si presentano di persona esponenti del partito e non solo. 
Chi chiama per dire di aver acceso tre candele verdi come una prece; un altro da Monza: «Caro Umberto, ne abbiamo fatta di strada insieme, vogliamo rivederti pungente e aggressivo, con te fino alla fine».
«Auguri all’unico vero riformista d’Italia».
«Tieni duro, Umberto e fuori le bandiere della Lega sui balconi». 
Commozione, preoccupazione, sollievo alle notizie che via via arrivano e rassicurano sulla salute di Umberto. Anche la colonna sonora, le canzoni di Van De Sfroos sono scelte con cura, intonate al clima emotivo.
Bollettini medici in diretta e dotte escursioni su patologie cardiache e polmonari per inquadrare meglio la contingenza del malessere di Bossi. Una non stop che non lascia nulla al caso. Ma c’è anche l’ascoltatrice di Varese che vuole rassicurare il popolo in ascolto: «Voglio dire a tutti che l’Umberto è in buone mani. L’ospedale di Varese e i suoi medici sono all’avanguardia, Varese è un centro di eccellenza». Ma arriva anche chi ricorda «Speriamo che Bossi ascolti i medici adesso, lui che non gli piace seguire le prescrizioni dei dottori». 
Ma il popolo leghista è pugnace, combattivo e prende di mira i bersagli del leader anche nel giorno del dolore. 
«Adel Smith ha mandato i suoi auguri a Bossi – sottolinea un’ascoltatrice – e la chiesa cattolica cosa fa, non si fa sentire?», chiede una signora molto irritata. 
Dalla regia, con imbarazzo, si dice, che forse si, è vero non si hanno notizie di commenti ufficiali. «Però il sindaco di Gemonio è stato tra i primi questa mattina a chiamarci», si affretta a dire, quasi a titolo di riparazione, la conduttrice. 
Ma oggi gli spazi per la rabbia sono tutti per il bersaglio del giorno: Enzo Carra, al centro di uno scontro in parlamento con alcuni parlamentari leghisti. Il deputato della Margherita viene citato a fatica, si preferiscono colorate metafore colme di riprovazione. 
L’emozione e l’adrenalina si scaricano anche così. E solo verso le cinque e mezza, spazio all’approfondimento delle stragi di Madrid, fino alla riapertura del filo diretto. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2004
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