Udc, arriva il commissario

Dimissione di 22 membri del consiglio provinciale, decade il segretario. Alla ricerca di una soluzione unitaria

Mezzo Udc si dimette dal comitato provinciale e il segretario Giovanni Pedrinelli perde il posto. Il partito, a Roma, è stato costretto a nominare un commissario, Pier Luigi Musghi, che dovrà trovare una mediazione tre le due anime del partito che in questi mesi, da ottobre, si sono fronteggiate. 

I 22 che si sono dimessi ritengono opportuno che si vada al più presto al congresso provinciale. Una richiesta portata con forza del senatore Graziano Maffioli, il capofila di questa cordata. 

La posta in gioco è la direzione del partito, non le alleanze, il governo del territorio o altre questioni esterne.
«Non ci sono dissensi politici – spiega Maffioli – sulle cose da fare siamo d’accordo, il problema è sorto sulla necessità di effettuare il congresso, richiesta che noi poniamo da tempo e che invece è stato più volte rimandato. Noi siamo vecchi democristiani, abbiamo la cultura del congresso dove conta la base che democraticamente sceglie i suoi dirigenti, non si poteva più rimandare questo passaggio». Con Maffioli stanno una parte dell’ex Ccd, e uomini come l’assessore provinciale Campiotti a Varese e Zingale a Busto Arsizio. 
Il commissariamento del partito apre le porte al congresso; una vittoria per i dimissionari, anche se ufficialmente non si annuncia una sfida a colpi di coltello: tutti predicano una soluzione unitaria e una futura gestione collegiale del partito. 
Meno soddisfatta, questo è chiaro, la corrente che ha guidato l’Udc in questi mesi, riconducibile al gruppo proveniente da Democrazia Europea (Pedrinelli) e una parte del vecchi Cdu (Marelli). Claudio Marelli, ex presidente dell’Udc provinciale, è stupito: «Alcune dimissioni, per quanto mi riguarda, sono state un fulmine a ciel sereno». Va bene la democrazia interna, ma i dirigenti della corrente diciamo così "al governo" avrebbero probabilmente preferito arrivare alle elezioni, e convocare il congresso solo successivamente. Il braccio di ferro è terminato con una scossa, sarà ora il commissario nominato da Roma a decidere come trovare un accordo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2004
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