Afghano fuggito, esaminata a Roma la richiesta di asilo politico

Il giovane è stato accompagnato da una volante a Roma, il suo caso all'attenzione della Commissione centrale e dell'Acnur

È già a Roma, il giovane nazionale afghano fermato ieri alla frontiera Svizzera di Ponte Chiasso. Nella capitale la sua richiesta di asilo politico dovrebbe già in queste ore essere al vaglio della Commissione Centrale facente capo al Viminale, l’organo deputato a valutare le richieste di asilo politico e dell’Acnur, l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
M.S.U., del 1979, aveva lasciato qualche sera fa insieme ad 8 suoi compagni di squadra il ritiro a Peschiera del Garda. Di loro non si sono avute poi più notizie fino a ieri sera quando il ragazzo, dopo aver attraversato la frontiera italiana su un treno diretto in Germania, è stato fermato a quella svizzera. Le autorità elvetiche lo hanno immediatamente riconsegnato alla polizia di frontiera italiana, a cui il ragazzo ha subito manifestato l’intenzione di chiedere asilo politico.
La questura di Como ha formalizzato la richiesta di asilo. La notte scorsa il giovane è stato accolto in una saletta della Dogana per partire poi in mattinata su una volante della questura alla volta di Roma. Qui, secondo le informazioni fornite dall’ufficio stampa della questura, la vicenda e la richiesta del giovane è stata messa a verbale da parte della Commissione Centrale con il probabile intervento dell’Acnur, l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Di fatto è già in atto la procedura di riconoscimento dello status. Una pratica che normalmente può richiedere anche sessanta giorni, ma nel caso specifico potrebbe godere di una procedura più rapida.
Nel frattempo nessuna novità è emersa rispetto ai suoi connazionali. Potrebbero presumibilmente essere ancora in Italia, non essendo arrivate segnalazioni da altri paesi su richieste analoghe.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2004
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