«Altro che servizio a Malpensa, si vuole solo cementificare»

Sala piena alla sede ACLI di Gallarate per l'incontro di associazioni e Parco Ticino sul tema dei nuovi progetti stradali e ferroviari

Dietro la miriade di nuovi progetti spuntati come funghi c’è ben altro che la volontà di servire Malpensa e ridurre il traffico locale; c’è invece la precisa volontà di riprendere il progetto della Grande Malpensa da 50 milioni di passeggeri all’anno, utilizzando le nuove infrastrutture per sostenere un traffico merci di proporzioni mai viste e costruirvi intorno capannoni industriali, ipermercati e quant’altro. Questo il senso degli interventi della serata che si è svolta alla sede ACLI di Gallarate per l’incontro di associazioni e Parco Ticino sul tema dei nuovi progetti stradali e ferroviari. Relatori il vicepresidente del Parco del Ticino Maurizio Maggioni e il Presidente del Circolo Legambiente di Gallarate Emilio Magni. 

Si è subito fatto notare che il famoso "accorciamento dei tempi" per la realizzazione delle opere previsto grazie alla legge obiettivo 43/2001 (legge Lunardi) è relativo solo alla fase decisionale, nella quale gli enti locali sono completamente scavalcati; per il resto (appalti, lavori), le lungaggini sono le solite. Lucida e precisa la disamina da parte di Maggioni del progetto della nuova SS341 (Pedemontana-Samarate-nuova SS33). «Per giustificare quest’opera si sono inventati dati di traffico irrealistici, nè essa servirà Samarate» ha denunciato il vicepresidente del Parco del Ticino. Senza contare, poi, che con la revisione del Piano d’Area Malpensa in vista, ulteriori progetti infrastrutturali spunteranno come funghi. «Criterio fondamentale per la riqualificazione di un territorio è quello della continuità: bisogna evitare ogni frammentazione per non soffocare l’ambiente, come da direttive europee» ha concluso Maggioni. 

«Queste strade sono solo scuse per cementificare, altro che infrastrutture di servizio a Malpensa» ha rincarato Emilio Magni, passando quindi a discutere il progetto della bretella ferroviaria Jerago-Malpensa, di cui sono stati messi alla berlina l’assurdità ed il pesante impatto ambientale in zone tra le più belle della Provincia, oltre alla non redditività dal punto di vista passeggeri e dunque la sua reale funzione di servizio all’espansione della Cargo City. «La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), non svolta per Malpensa, deve essere fatta per queste opere» ha sentenziato Magni. «Anzi, meglio, occorre la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che a differenza della VIA giudica i piani nel complesso, non nei singoli elementi; ma l’Italia dopo tre anni non ha ancora recepito la direttiva europea che istituisce qusto strumento valutativo». «Come Parco del Ticino vogliamo essere i primi a realizzare una VAS per la parte Nord del Parco del Ticino; l’UNESCO ci ha avvisati che se queste opere saranno realizzate, ci toglierà dai sei siti italiani riconosciuti come Riserva della Biosfera, e sarà la fine del Parco» ha concluso Maggioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 aprile 2004
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