Bellora, una storia di autonomia dalla politica

Piero Bellora ricorda la tradizionale indipendenza della casa di riposo ma auspica un dialogo con il sindaco

Riceviamo e pubblichiamo

Quale membro anziano della famiglia Bellora ritengo di far sentire la mia voce per riportare il problema riguardante la costituzione del CDA della Casa di Riposo nella sua giusta prospettiva e sottrarlo a possibili strumentalizzazioni politiche di qualsiasi parte. tutto ciò ha contraddistinto i 75 anni di attività di questa Istituzione cittadina.

E’ sempre stata intenzione della Famiglia mantenersi al di fuori del gioco dei partiti fin da quando è stato costituito l’Ente.

Il "Ricovero di Mendicità e Vecchiaia " fu fondato nel 1929 dai fratelli Carlo Giacomo e Piero i quali, dopo aver sistemato il corso del torrente Arno che contornava l’area, fecero costruire la sede storica attualmente in fase di ristrutturazione e la donarono alla locale Congregazione di Carità, dotandola degli arredi e di tutto quanto poteva essere necessario. Come documenta il Prof. Sironi nel suo libro "Gente di Ieri", l’inaugurazione prevista per la primavera di quell’anno sembrò al Podestà una buona occasione da sfruttare per interessi politici a vantaggio del partito.

I fratelli Bellora però si sottrassero a questo tipo di manovra e anticiparono l’inaugurazione, rinunciando alla grande festa prevista e limitandosi alla benedizione del Prevosto, a vantaggio di una posizione di assoluta autonomia dalla politica di una istituzione intesa unicamente a perseguire scopi di solidarietà e di servizio alla cittadinanza.

Nel corso degli anni l’Ente non si è mai sottratto alla legittima vigilanza da parte delle preposte autorità cittadine, provinciali e regionali, ma ha sempre agito in assoluta indipendenza, rispettando il preciso intento dei fondatori.

I presidenti ed i consiglieri che si sono succeduti hanno sempre fatto proprio lo spirito dell’Istituzione, lavorando a titolo assolutamente gratuito, nell’ esclusivo interesse dei concittadini anziani e bisognosi di assistenza.

Grazie al loro generoso contributo c’è stata una costante evoluzione e crescita dalla realtà di partenza.

L’assistenza di cui gli ospiti possono godere oggi è di ottima qualità e con la riapertura della Sede di Piazza Giovine Italia intendiamo offrire alla cittadinanza ulteriori e migliori servizi.

Solo questo impegno ha animato ed anima i componenti della famiglia in un’impresa che non sempre è stata facile né priva di incognite.

Oggi l’IPAB Casa di Riposo Bellora è stata trasformata in " Fondazione Bellora" per ottemperare al decreto regionale che abolisce tutte le IPAB, ma non per questo si deve perdere quello spirito e quella indipendenza che l’hanno fatta crescere e l’hanno resa degna di grande stima in tutta la Regione.

In merito ai dubbi che sono stati sollevati su cosa ci potesse essere dietro la ferma posizione della Famiglia, ci tengo a precisare che non c’è nessun secondo fine.

La candidatura a consigliere di una figura di alto valore morale oltre che di grande esperienza come quella del Prevosto monsignor Franco Carnevali è stata avanzata dalla Presidenza proprio per ribadire e conservare i principi etici e solidaristici oltre che l’affrancamento dagli interessi politici,

Auspico, tutto ciò premesso, che si possa arrivare al più presto a un’intesa con il Sindaco nell’interesse della Comunità.

Piero Bellora

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2004
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