«Compostaggio, prima dell’impianto serve un piano territoriale sui rifiuti»

I cittadini del Comitato contro l'impianto scrivono all'assessore Pintus: la legge regionale prevede la stesura di un piano provinciale

Sull’ubicazione dell’impianto di compostaggio non possono essere prese decisioni senza prima aver steso una programmazione territoriale dei rifiuti su scala provinciale. L’ente pubblico Provincia deve coordinare la situazione. Ad affermarlo, in una lettera scritta all’assessore provinciale Francesco Pintus, sono i rappresentanti del Comitato contro l’impianto di compostaggio che hanno finora raccolto migliaia di firme contro la struttura che dovrebbe sorgere in territorio origgese su proposta della società Econord. La lettera nasce in seguito a un incontro che i cittadini hanno avuto con l’Ente pubblico lo scorso 22 marzo. (nella foto, una delle tante manifestazioni organizzate dal Comitato)

Il progetto dell’impianto è in fase di valutazione in Provincia e il comitato, in seguito a una dura lotta con il Comune di Origgio che dopo un primo parere favorevole dato al progetto pare si sia dichiarato contrario all’installazione, ha finora raccolto migliaia di firme dei cittadini.
Infatti, secondo il Comitato, il futuro impianto di compostaggio dovrebbe servire una popolazione dieci volte superiore a quella di Origgio e sarebbe in grado di smaltire i rifiuti di 1/3 della provincia di Varese.

Nella e-mail inviata all’assessore e al presidente della Provincia, Marco Reguzzoni «facciamo presente che la Legge Regionale 26/2003 prevede che la gestione dei rifiuti debba diventare oggetto di specifica programmazione territoriale su base provinciale – spiegano dal Comitato -. Tale programmazione, oggi all’esame del Consiglio regionale della Lombardia per quanto riguarda le linee guida, dovrà essere approvata nel giro di qualche mese». 
«Malgrado tale specifica norma – proseguono dal Comitato -, sembra che la Provincia voglia dare corso all’impianto di compostaggio. Riteniamo che sarebbe cosa saggia sospendere ogni autorizzazione in attesa che l’ente pubblico porti a termine il proprio dovere e realizzi la programmazione richiesta dalla legge regionale. Solo a seguito di tale programmazione si potrà decidere la giusta ubicazione di un impianto di tali dimensioni. Si eviterebbe di trovarci di fronte ad un fatto compiuto a pochi mesi dall’inizio di una nuova gestione del sistema di smaltimento dei rifiuti, non più in balia della scelta della singola impresa, ma coordinato dall’ente pubblico». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2004
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