Controlli sull’imam di Gallarate

Il legale precisa: «Nulla a che vedere con l'operazione anti terrorismo»

Un atto dovuto, indipendente dall’operazione antiterrorismo di questi giorni. Così Massimo Natali, il legale dell’imam di Gallarate, commenta il provvedimento amministrativo attivato dalla questura di Varese che potrebbe portare all’espulsione di Mohamed el Mafoudi, riferimento della comunità islamica gallaratese. La notizia, diffusa in queste ore,  arriva a distanza di nemmeno un giorno dall’operazione "preventiva" realizzata dal ministero degli interni per colpire possibili cellule terroriste nel nostro paese.
Ma è lo stesso imam a gettare acqua sul fuoco: «L’operazione antiterrorismo? Io non sono stato coinvolto, mi sento tranquillo: del resto nel mio predicare ho sempre parlato di amore e convivenza con le altre religioni, non sono certo un terrorista». 
Mohamed Mafoudi, marocchino,  pur essendo stato  condannato a un anno e quattro mesi per favoreggiamento dell’immigrazione di clandestini, è stato assolto dall’accusa di terrorismo.
Circa l’estraneità dell’Imam di Gallarate alle indagini governative, l’avvocato Natali non ha dubbi: «L’avviso che e’ stato recapitato all’imam – conclude – e’ un atto dovuto: la questura ha infatti trenta giorni di tempo per accertare che dopo il periodo di detenzione Mafoudi abbia ancora i requisiti, come un alloggio e un lavoro regolare, per rimanere in Italia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2004
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