«Così daremo una casa a chi non ha più i parenti»

Parlano i promotori del progetto "Mai soli" dopo l'approvazione ministeriale di un finanziamento per la casa del disabile

«Fin quando ci sono i parenti, queste persone, hanno un posto dove andare, poi cosa succede? Vengono messi in qualche stanza di ospedale e abbandonati». Da questo presupposto i volontari dell’associazione Saronno Point hanno iniziato, qualche anno fa, a lavorare per la realizzazione del progetto "Mai soli", la cui raccolta fondi viene costantemente destinata alla "casa di accoglienza per disabili" che sorgerà vicino alla Posta, su un terreno di proprietà comunale. Una casa che sarà composta da una comunità alloggio e da un centro socio-educativo, il secondo della città.
Fino ad oggi la Saronno Point, organizzando diversi eventi e coinvolgendo la città, ha pagato gran parte del progetto esecutivo dell’opera. Ma occorre ancora fare molto. Su quel progetto finora è stato ottenuto, per la costruzione, un finanziamento regionale e, notizia di oggi, un finanziamento dal Ministero delle politiche sociali. I lavori per il primo lotto della struttura (la comunità alloggio) sono iniziati lo scorso dicembre e dovrebbero terminare nel 2005. Dopodiché si passerà alla realizzazione del secondo lotto, ovvero il centro socio-educativo.

«L’idea di lavorare per la realizzazione di questa struttura è nata insieme all’assessorato alla qualità della vita – spiega la presidente dell’associazione Saronno Point, Marilena Borghetti -. L’amministrazione ha sempre sostenuto noi e il progetto. Tutto è iniziato quando abbiamo completato la raccolta fondi per la "casa della mamma". Abbiamo iniziato a organizzare iniziative per il Cse già esistente in via Parini e ci siamo accorti che occorreva una nuova struttura. E così abbiamo iniziato a muoverci, fino ad arrivare a quello che è oggi».

«Non abbiamo ancora finito di pagare tutto il progetto che costa in totale 52 mila euro. Ma contiamo di farlo entro la fine dell’anno con le iniziative già in programma – prosegue la presidente -. Sicuramente con la realizzazione della struttura riusciremo a dare un futuro a quelle persone con handicap che, rimaste senza familiari che li accudiscano, non hanno un posto dove andare. Si tratterà di una casa in cui viene ricreato un ambiente familiare, sicuramente migliore di una asettica stanza di ospedale». 

La "casa di accoglienza per disabili", definizione che comprende sia la comunità alloggio da 10 posti che il centro diurno da 30 posti, è avviata quindi a completa realizzazione, sia con contributi statali, comunali e soprattutto dei cittadini. Le prossime iniziative per contribuire al progetto si svolgeranno già nei prossimi giorni: domenica 18 con un banchetto durante la festa delle associazioni delle città, mercoledì 28 aprile alle 21 con uno spettacolo di Goldoni al Teatro Giuditta Pasta, sabato 19 e domenica 20 giugno con un torneo calcistico al campo sportivo della città, «e molte altre ancora nei mesi a venire» assicurano dall’associazione.    

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2004
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