Cremenaga, a difendere la nuova strada ci penseranno i sensori

Il tratto di provinciale franato a seguito delle precipitazioni verrà realizzato entro un anno. Incontro al confine tra Massimo Buscemi e il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori

Una nuova strada che entro un anno collegherà Luino a Lavena Ponte Tresa, con particolari sensori a fare da guardiani ai possibili movimenti franosi della montagna. E’ questa una delle ipotesi annunciate nel corso dell’incontro di oggi a Cremeneaga tra l’assessore alla sicurezza della Regione Lombardia Massimo Buscemi e il presidente del Consiglio di Stato ticinese Marco Borradori.
Buscemi ha parlato della possibile realizzazione entro un anno di una strada a senso unico alternato regolata da sensori che registreranno i movimenti della frana in tempo reale. La strada, in caso di pericolo, verrebbe chiusa da una sbarra elettrica dopo pochi minuti dall’allarme. «Un sistema già utilizzato in altre situazioni dove i versanti sono instabili – ha confermato Buscemi – che permette, mediate una rilevazione laser via satellite, di trasmettere spostamenti, anche millimetrici, alla centrale operativa della protezione civile di Milano. Questo sistema consentirà di rendere sicuro il tratto di strada, che al minimo spostamento a valle di materiale verrà bloccata».

La strada in questione è l’oramai famigerata provinciale 61, che nell’inverno dell’anno scorso, dopo giorni di pioggia, interruppe i collegamenti isolando di fatto gli abitanti del piccolo paese di frontiera, Cremenaga, che divenne di fatto una enclave.
Per raggiungere il resto dell’Italia occorreva infatti entrare in territorio elvetico, passando per due dogane, con enormi problemi per la popolazione; e non solo di carattere economico, ma anche per il venir meno di una serie di servizi: dai medici condotti che lamentavano difficoltà nel raggiungere il paese, al clamoroso passaggio sotto la diocesi milanese per questioni "geografiche". Poi, dopo qualche mese la riapertura della strada verso Luino migliorò le cose.

Oggi all’orizzonte si preannunciano quindi grandi novità, non solo per gli 800 abitanti di Cremenaga, ma per l’intera viabilità di confine. La realizzazione del tratto di provinciale verso Ponte Tresa dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno, dopo che a luglio verranno resi noti i risultati di uno studio geologico che permetterà di individuare lo stato dei rilievi nei pressi delle zone critiche. 
Il consigliere di stato
Borradori dal canto suo,  ha espresso preoccupazione per l’aumento di traffico sulla parallela svizzera invasa dal traffico italiano e per la popolazione a causa del movimento franoso, ma si è detto fiducioso che vi sia la volontà di risolvere il problema. Gli svizzeri metteranno inoltre a disposizione tutta l’esperienza dei tecnici d’oltreconfine abituati a trattare con un territorio, come quello elvetico, ricco di asperità di questo tipo.

Per quanto riguarda il Tresa Luigi Mille, ingegnere Aipo (ex magistrato del Po) ha parlato di lavori imminenti per arginare il fiume in zona Cremenaga e di un piano di investimenti da 1,6 milioni di euro per il biennio 2004-2005 per mettere in sicurezza tutto il fiume. Il tecnico ha inoltre sollecitato gli amministratori a cambiare le regole di gestione a monte, Lago di Lugano, e a Valle, Diga centrale Enel, per evitare problemi in futuro.

All’incontro erano presenti anche il vice presidente della Provincia Giorgio De Wolf, il prefetto di Varese Alfonso Pironti, e il sindaco di Cremenaga Mario Della Peruta,

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2004
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