Da Bach a Finardi, la musica è spiritualità…e solidarietà

Il cantautore milanese ha presentato a Palazzo Gilardoni il concerto del 16 aprile al Teatro Sociale, il cui ricavato andrà interamente in beneficenza per la costruzione di una casa famiglia a Sacconago

Lo aveva già cantato per sua figlia Elettra. È un amore diverso quello che si prova per un figlio disabile, down nel suo caso. E così Eugenio Finardi non si è tirato indietro, quando Massimo Vitali, presidente dell’associazione “Cuffie colorate”, gli ha chiesto di fare un concerto a Busto Arsizio, il cui ricavato sarà interamente devoluto per la costruzione di una casa famiglia dell’Anfass. «Questo concerto nasce da un sogno – spiega Finardi – . Ho visto Max presentarsi in un locale a Parma dove mi ero appena esibito. Quando lui mi ha fatto questa richiesta gli ho risposto che per raccogliere più fondi sarebbe stato meglio rivolgersi ad un cabarettista che con pochi costi fa pienoni incredibili. Poi però, pensando anche alla mia esperienza personale, ho accettato perché la casa famiglia è un’opportunità vera per questi ragazzi». La sua Elettra oggi ha 22 anni, è andata via di casa ed è fidanzata. Insomma conduce una vita normale proprio in una casa famiglia insieme ai suoi amici. «I disabili psichici – continua Finardi – hanno bisogno di un ruolo. Nessuno puo’ stare staccato dall’interazione con gli altri, ma la nostra società dà sempre meno spazio a chi ha difficoltà emotive, figuriamoci ad un disabile. Io credo, invece, che nelle case famiglia i nostri ragazzi hanno un ruolo vero e una vita sociale autentica». (sopra da sinistra: il sindaco Luigi Rosa ed Eugenio Finardi) Eugenio Finardi, dunque, ritorna a cantare a Busto Arsizio dopo vent’anni. Con lui tre musicisti di grande livello: il varesino Vittorio Cosma, Francesco Saverio Porciello e Giancarlo Parisi. Il cantautore milanese lo definisce un viaggio laico nella spiritualità. Non è un ossimoro, perché Finardi scomoda, a ragion veduta, Bach e la ricerca di perfezione che scaturisce dal pentagramma, traduzione ai sensi dell’uomo dello spirito del mondo. I ragazzi delle “Cuffie Colorate” e gli atleti della Pad (Pro Patria atleti disabili), nel giorno della presentazione a Palazzo Gilardoni, lo hanno accolto con un entusiasmo disarmante e lui li ha ricambiati con un sorriso sincero, profondo. Lo stesso sorriso che riserva alla sua Elettra.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2004
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