Da Varese ad Al Jazeera: «Liberate quegli ostaggi»

Un appello dell'Anolf -Cisl firmato dalle comunità magrebina, senegalese e ivoriana è stato inviato alla televisione del Qatar

È partito dalla sede dell’Anolf di via Bernardino Luini un fax diretto all’emittente araba Al Jazeera con la richiesta (scritta in arabo) di liberazione dei tre ostaggi italiani in Iraq. M’hammed Savajh, presidente dell’associazione commercianti e lavoratori marocchini di Varese e provincia, si rivolge ai sequestratori e chiede una risposta precisa al suo appello che è ispirato dalla esperienza diretta di chi vive e lavora in Italia. «Noi – dice M’hammed - possiamo constatare ogni giorno che la grande maggioranza degli italiani è vicina ai nostri problemi e vuole la pace sia in Iraq che in Palestina». 
Nell’appello si fa un preciso riferimento alla parola e agli insegnamenti del profeta Maometto «che sempre ci ha chiesto di trattare generosamente i prigionieri e di liberarli il più presto possibile», parole che rendono la richiesta ancora più accorata per un rilascio che «non è dimostrazione né di paura né di codardia». 
Il messaggio non è rivolto ad un destinatario unico poiché, secondo gli autori dell’appello, ancora non esisterebbe in Iraq un unico gruppo a cui riferirsi in modo ufficiale, ma si parla a chiunque possa dare una svolta a questa drammatica situazione. «Io mi rivolgo – continua M’hammed- ai fratelli iracheni che non possono mantenere riserve su questa richiesta». 
(foto: da sinistra Thierry Dieng e M’hammed Savajh)
L’Anolf chiede, dunque, alla direzione di Al Jazeera di dare il giusto risalto alla richiesta di liberazione, che porta anche le firme di Ridha Tlili, presidente del raggruppamento dei tunisini a Varese, Adolphe Essoh, presidente dell’associazione comunità ivoriana di Varese e provincia, Thierry Dieng, per la comunità senegalese e Sergio Moia, copresidente dell’Anolf di Varese.

Il testo dell’appello

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2004
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