«Diciamo “no” all’ampliamento delle cave»

Consiglio comunale aperto sul tema. L'associazione ambientalista Eco '90 chiede l'intervento della Provincia

«Stop all’ampliamento della cave e che la Provincia si faccia garante nell’istituzione di un parco di interesse sovracomunale». L’associazione ambientalista Eco 90 di Uboldo sottolinea l’importanza del consiglio comunale aperto che si svolgerà giovedì sera alle 21 a Uboldo, dedicato al cosiddetto "piano cave" e alla situazione ambientale del paese, circondato da numerose discariche.

«La ghiaia e la sabbia sono una risorsa ambientale non rinnovabile di interesse “pubblico” e quindi da gestire con oculatezza – spiegano dall’associazione -. Sul territorio del Comune di Uboldo esistono due cave di ghiaia e sabbia: la Minicava (Ateg3) che a regime si estenderà su una superficie di ettari 56.7 e la cava Fusi (ateg4) che a regime, comprendendo lo scavo in territorio di Gerenzano si estenderà su una superficie di ettari 110.3». L’associazione sottolinea inoltre che sul territorio é già presente la discarica inattiva della Fonderia Cerrese e che sul confine vi sono la discarica di Gerenzano, la discarica della Fonderia Riva (ancora attiva in Origgio) e la discarica di Cerro Maggiore.

«Il P.R.G. del Comune di Uboldo nella zona interessata dal piano cave prevede “Zona Parco Agricolo Comunale” – proseguono dall’associazione -. Tra i Comuni di Origgio, Uboldo e Gerenzano é in atto la costituzione di un Parco Locale di interesse Sovracomunale (PLIS) che comprende la zona interessata dal piano cave. Inoltre il potenziale escavabile Provinciale, mantenendo le attuali cave, é di mc.172.061.741, e che accettando “per buono” il fabbisogno attuale di mc. 29.000.000 per 10 anni, decisamente elevato, si avrebbe una copertura di 60 anni e che, in conseguenza di ciò, non si capisce la necessità di vincolare ulteriormente il territorio di Uboldo con ben 4 zone di riserva (14,15,16,17) per un totale di ettari 97 quale superficie di giacimento».

«Respingiamo in toto la proposta del Piano cave, redatto ad uso e consumo dei cavatori e con una scarsa attenzione delle problematiche del territorio – concludono dall’associazione -. Invitiamo pertanto la Provincia a salvaguardare la salute ed il benessere dei cittadini facendosi garante dell’istituzione di un PLIS nella fascia boschiva del Medio Olona-Cerrina. Inoltre chiediamo che alla fine delle convenzioni in atto con la MINICAVA (ATEg3) e con la cava FUSI (ATEg4) cessino ogni attività di scavo senza possibilità di ampliamento e vengano recuperate ambientalmente».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2004
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