Disagio sociale: il comune cerca operatori per il servizio civile

Il progetto "Oqup-iamoci", patrocinato dall'amministrazione comunale, ricerca giovani da inserire in attività di sostegno

Partirà il prossimo 3 maggio il progetto Oqup-iamoci (Il titolo deriva dal nome del centro giovani comunale "Oqupé" che è divenuto in questi anni punto di riferimento per le realtà sociali presenti nel territorio grazie ad un progetto di sviluppo di comunità intrapreso 6 anni fa) per l’ impiego di volontari nel servizio civile promosso dal Comune di Vedano Olona. La durata del progetto è annuale, i candidati selezionati ed approvati dal Consiglio nazionale per il servizio civile sono quattro.

Il progetto ha come obiettivo il sostegno e il supporto ai servizi assistenziali e culturali già attivati dai Servizi Sociali e dall’Ufficio Cultura di questa Amministrazione Comunale nei confronti di soggetti (minori, anziani, disabili ed adulti) che non sono autonomi nello svolgimento delle attività proprie della vita quotidiana, che trovano difficoltà ad inserirsi nel tessuto sociale con le proprie forze e più semplicemente riguardano quei servizi che sono pensati per dare sostegno alle famiglie del territorio ed aiutarle così nella vita quotidiana. Finalità dei servizi è quindi quello di dare un aiuto ed un ausilio a superare difficoltà motorie, condizioni di isolamento, impedimenti dovuti ad handicaps, nonché favorire l’integrazione sociale problematica e dare sostegno a famiglie che vivono sia in condizioni di disagio, ma anche a quelle che più semplicemente conducono una vita lavorativa a tempo pieno che impedisce loro di far fronte ad alcune delle esigenze che i loro figli hanno in un’ottica quindi di prevenzione del disagio.

«Il progetto mira quindi a sensibilizzare il volontario – fanno sapere dal comune – che ha la possibilità di sperimentare sul campo cosa significa disagio sociale. Alllo stesso tempo ha la possibilità di spendere la sua capacità di mettersi in gioco per migliorare la qualità della vita di queste persone in un’ottica di partecipazione. In questo senso il progetto assume il significato di ricollocare i servizi di assistenza, da servizi resi sulla base di un modello preconfezionato, a servizi ripensati in un’ottica di scambio e di crescita reciproca tra soggetto bisognoso di aiuto e soggetto disposto a dare aiuto. Il progetto ha come sua ultima finalità quella di contribuire alla formazione civica, sociale e professionale dei giovani, mediante l’acquisizione di conoscenze teoriche ed esperienze professionali significative in quanto frutto di una collaborazione, di uno scambio di idee e culture, oltre che essere un continuo tirocinio ed una continua correlazione tra l’interesse personale e quello collettivo. 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2004
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