Due scuole su tre sulla sicurezza sono fuorilegge

Solo l'11% sono a norma con la 626. È quanto emerge da un convegno promosso dall'Asl e dal Csa

Sono passati dieci anni dall’ approvazione della 626 e il 31 dicembre 2004 scade il termine ultimo per gli adeguamenti relativi alla sicurezza nelle scuole. 
La situazione a tutt’oggi è terribile.  La maggior parte delle strutture pubbliche e in particolare gli istituti scolastici della nostra provincia non hanno ancora portato a termine le procedure di adeguamento. 
Parlano chiaro i dati forniti dal Comando dei Vigili del Fuoco di Varese: su 634 istituti solo 69 (l’11%) possiede il certificato prevenzione incendi (Cpi), 145 (il 23%) ha il nulla osta provvisorio (Nop) e i restanti istituti (i due terzi) sono sprovvisti di tutto. A Varese su 81 edifici, solo 13 posseggono il Cpi e  7 il Nop. 
(sopra: Vigili del fuoco durante un’esercitazione per l’evacuazione di una scuola)
Tra i progetti di adeguamento, previsti dalla legge, solo il 50% è depositato negli uffici del Comando provinciale, mentre il 79% degli istituti non hanno prodotto richiesta di controllo per ottenere il Certificato prevenzione incendi. Per di più manca una vera e propria "anagrafe" provinciale delle scuole sotto il profilo della 626.
I dati sono emersi in un convegno sulla sicurezza delle scuole, promosso dall’Asl di Varese in collaborazione con il Csa (l’ex Provveditorato agli studi) e la Commissione provinciale ex Art. 27 D.Lgs n. 626/94.
con la partecipazione di dirigenti scolastici, enti locali proprietari degli immobili e gli enti deputati alla vigilanza e al controllo. Insieme  per analizzare le difficoltà e la cause che hanno portato al ritardo e alle difficoltà di attuazione. «Il modello di prevenzione e controllo dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori è stato recepito con difficoltà nella sua applicazione, in particolare il settore scolastico – spiega Crescenzo Tiso responsabile dipartimento sicurezza sul lavoro Asl Varese –  Le principali cause? Il gravoso impegno finanziario correlato alle scarse disponibilità finanziaria, la difficoltà a individuare il dirigente competente in materia, infine i rapporti con gli enti locali, proprietari degli immobili che ospitano le scuole, a quali spettano gli interventi strutturali e di manutenzione. Difficile è programmare la prevenzione. Ogni dirigente scolastico dovrebbe stendere il "Documento di valutazione dei rischi", ma non basta che sia un atto burocratico, ma deve essere un documento vivo, aggiornato continuamente». 
Quanto i finanziamenti ministeriali, messi a disposizione dal Miur per il triennio 2001-2003, il Csa della provincia di Varese li ha così impiegati: per la formazione del personale sono stati accreditati quasi 30mila euro, cioè il 100% delle spese sostenute dalle scuole, mentre per la stesura del Documento dei rischi è stato accreditato solo il 58%. La cifra si abbassa invece sulla messa a norma di laboratori e attrezzature didattiche, per le quali si è accreditato solo il 16%, pari a circa 138mila euro e restano ancora oltre 700mila euro ancora da assegnare. «Il Comitato paritetico provinciale del Csa si è assunto il compito di monitorare e realizzare iniziative in applicazione della legge 626 entro l’anno – afferma Il funzionario del Csa Basile – I tempi sono ormai ristretti e occorre uno sforzo comune per garantire la sicurezza sul posto di lavoro di tutti coloro che operano nel comparto scuola. Con i fondi del 2004 ci auguriamo di poter coprire la quasi totalità delle spese sostenute dalle istituzioni scolastiche per adeguarsi in materia di sicurezza».  
«Siamo ancora lontani da una soddisfacente sicurezza nelle scuole – ha dichiarato Marco Molteni, segretario generale della Uil Varese– anche se si siano fatti passi importanti nella giusta direzione. Esistono inadempienze che potrebbero avere conseguenze serie e gravi; le scadenza per la messa a norma degli edifici scolastici devono essere rispettate senza ulteriori proroghe. Come sindacati auspichiamo un maggiore coordinamento dei corsi di formazione sulla 626, e tra le rappresentantze sindacali delle diverse scuole e tra questi e l’Asl e in genere tutti gli enti chiamati  a intervenire in materia di sicurezza. Anche se restiamo dell’idea che senza una scelta politica di Governo e Regione fatta di investimenti mirati alla sicurezza, difficilmente avremo grandi risultati in futuro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2004
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