Fondazione Bellora, scontro con il sindaco: «Ci impone i suoi uomini»

La replica di Mucci: «Sono allibito, non capisco perché tanta acredine»

Il sindaco vuole imporre i suoi uomini nel consiglio di amministrazione della Fondazione Bellora, l’organismo che dirige la storica casa di riposo, ma la famiglia Bellora non ci sta. Questo il senso di un comunicato che la stessa famiglia ha reso pubblico per opporsi alla volontà di Nicola Mucci e quindi dei partiti di entrare "a gamba tesa" nel controllo della struttura, trasformata dal primo gennaio da ente Ipab a fondazione di diritto privato.
Secondo la famiglia, che ha fondato il ricovero nel lontano 1929, il sindaco non avrebbe rispettato il dettato dello statuto che prevede la nomina di cinque membri nel cda, uno da parte della famiglia (il presidente) e quattro da parte del sindaco ma previa intesa con i Bellora. Questa intesa non ci sarebbe mai stata.

«La Famiglia – si legge nella nota – ha proposto al Comune, nel rispetto dello statuto, la riconferma dei consiglieri che hanno affiancato la dottoressa Rossana Bellora negli ultimi tredici anni di attività».
«Ha suggerito inoltre – continua il comunicato – una rosa di nominativi per il completamento del consiglio fra cui Monsignor Carnevali, prevosto di Gallarate; nomi di tutto rispetto che possano garantire la continuità dell’operato e l’autonomia della gestione. Come tutta risposta il Comune ha provveduto alla nomina dei consiglieri senza prendere in considerazione le indicazioni della famiglia e quindi venendo meno all’articolo dello Statuto che prevede la nomina dei consiglieri "previa intesta con la Famiglia Bellora"».
La conclusione della Famiglia Bellora è amara: «In settantaquattro anni di attività dell’Ente, anni in cui si sono succedute diverse amministrazioni comunali, non si è mai verificato un fatto di tale gravità».

Il sindaco Nicola Mucci replica così: «Francamente sono allibito dai toni e dall’acredine della famiglia Bellora. Ci siamo incontrati tre volte ma alla fine devo ricordare che lo statuto prevede che le nomine dei quattro consiglieri siano fatte dal sindaco. Noi abbiamo accettato di inserire nel cda Claudia Bellora, ma poi abbiamo ritenuto opportuno proporre anche altri nomi: Filippo Crivelli un primario dell’ospedale, Laura Curioni insegnante di lingue e Federica Centenaro procuratore legale. Loro proponevano Monsignor Carnevali e il dottor Aliverti. Io non vedo l’opportunità di inserire Monsignore in un ente di gestione, nonostante tenga in gran conto la sua autorevolezza, e per quanto riguarda il dottor Aliverti ci sembrava giusto inserire anche persone con professionalità diverse da quella già espressa dal dottor Crivelli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2004
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