Frana di Olona, continuano le indagini della magistratura

In tutto 18 le persone ancora fuori casa. Il sindaco Crosti: «Se il tempo tiene a breve il rientro nelle abitazioni»

Primi passi dell’indagine relativa alla frana che lunedì scorso ha colpito l’abitato di Olona. Il pubblico ministero Francesco Paganini che ha in mano il procedimento, ha notificato venerdì scorso un’informazione di garanzia al direttore dei lavori del cantiere. A lui viene contestata quanto stabilito dall’articolo 451 del codice penale: omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro Nessuna notizia di reato, invece, nei confronti dell’impresa, la Magenta 2000. Si tratta in ogni caso di una notifica generica 
«È un fatto singolare – commenta Pierpaolo Caso, il legale dell’indagato  – normalmente in queste situazioni è anche il titolare legale del cantiere ad essere indagato, ma non è escluso che nel corso dell’indagine possano esserci evoluzioni». 
Occorreranno in ogni caso 60 giorni perché venga depositata la perizia richiesta dal pm. Solo sulla base di questa relazione potrà effettivamente chiarirsi quale potrà essere la posizione del direttore del cantiere e quale strategia difensiva potrà essere attivata dal suo legale. 
«Per il momento non presenterò nessuna memoria né richiesta – fa sapere Caso; sono ancora in attesa di leggere le motivazioni per capire effettivamente il ruolo del mio assistito». 
Una cosa è certa: la linea difensiva sarà incentrata su un punto. Il cantiere è stato aperto sulla base di una documentazione burocratica che rassicurava sulla effettiva stabilità del terreno. Una perizia eseguita da un geologo dava il via libera all’edificazione. «Una perizia – continua Caso – fatta proprio per fugare ogni dubbio». 
Lo stesso sindaco di Induno Olona Carlo Crosti ha garantito che il piano idrogeologico regionale, a cui si deve rifare il piano regolatore locale, assicurava sulla edificabilità della zona. 
Ora, sul direttore dei lavori in via Novara, grava l’ipotesi indagatoria che quanto messo in atto per la sicurezza del cantiere possa non essere stato sufficiente ed evitare il crollo. 
Per i prossimi sessanta giorni, in attesa della perizia non sarà possibile estrapolare atti dal fascicolo delle indagini. 
Quanto agli sfollati, in tutto 18, forse buone notizie. Lo stesso Crosti ha parlato di «tre – quattro giorni per completare le operazioni che – tempo permettendo – dovrebbero assicurare la messa in sicurezza dell’area e il rientro delle persone nelle abitazioni. In tutto sono 18 le persone che stanno fuori casa. Una decina, invece, quelle soggette ad ordinanza di sgombero: possono continuare a restare nella loro casa ma devono essere pronte a lasciarla qualora la situazione meteo dovesse degenerare»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2004
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