Io mi chiamo Ciccio. E allora?

Alla cooperativa Solidarietà di Vedano Olona il testimonial della nuova campagna Pubblicità Progresso per i disabili

"Se tu potessi per un attimo sentirti come me, capiresti il bello della vita".
Uno slogan profondo per dire che l’handicap non è cosa poi così lontana da noi. Ci riguarda tutti. 
Varese stavolta è protagonista positiva della nuova campagna Pubblicità Progresso che riguarda il mondo dei disabili. 

Lorenzo Crosta, presidente della cooperativa Solidarietà di Vedano Olona insieme con Alberto Contri di Pubblicità Progresso sono stati ospiti della Trasmissione Ventotto minuti, condotta da Barbara Palombelli (nella foto a destra)  su Radio2 alle 13.
Pubblicitari, comunicatori, mass media tutti insieme per affrontare in modo positivo la realtà dell’handicap.
Una campagna che utilizza tutti i media a partire da internet dove si può trovare il sito
Io mi chiamo…E allora? Per l’occasione il testimonial principale, insieme ad altri è Ciccio, un uomo di 53 anni affetto dalla sindrome di Down
(nella foto sotto in visita al Quirinale). 

Musiche e videoclip apposta per l’occasione sono state realizzate da Lucio Dalla. Tutta l’iniziativa è stata presentata al Quirinale (nella foto in alto) al Presidente della Repubblica Ciampi.
La cooperativa Solidarietà impiega oltre 200 persone di cui il 75% provengono dall’area dello svantaggio sociale.
«Tutto è nato un po’ per caso ventidue anni fa, – racconta Lorenzo Crosta, – Nessuno di noi poteva pensare che saremmo arrivato a gestire una realtà così grande». La rete a cui fa capo la cooperativa ha infatti coinvolte oltre 1.200 persone. Molte famiglie hanno scelto di vivere insieme e di ospitare ragazzi svantaggiati. All’inizio solo persone con problemi di handicap, poi via via sieropositivi, carcerati e malati di mente. 
«È una sorta di corte di miracoli che si tiene in vita grazie a un’energia positiva incredibile. Una vera esperienza di popolo che sente i problemi dei più poveri, dei più deboli e che contribuisce ognuno a suo modo. Per molti è significato spalancare le porte della propria casa e accogliere persone svantaggiate. Da questa esperienza arriva Ciccio, il testimonial della campagna. I ragazzi sono i migliori attori. Quando è venuto Dalla per girare il video ognuno di loro si presentava e da lì è nato lo slogan, Mi chiamo Ciccio, e allora? La naturalezza dei ragazzi è incredibile e ormai sono soliti a visite di giornalisti. Socci ci scelse per raccontare una particolare realtà di lavoro e dopo che la nostra storia è andata in onda a Excalibur, abbiamo avuto il piacere di conoscere Alberto Contri. Con lui, dopo una certa frequentazione è nata l’idea della campagna Pubblicità Progresso. Giorni indietro è arrivata anche la Rai per raccontare la nostra esperienza nella trasmissioni Storie. Ma davvero non capiamo perché tanta attenzione e come abbiamo fatto a diventare quello che siamo».
Lorenzo Crosta si schernisce di fronte alla parola coraggio. «Ma che coraggio! Parlerei di buona dose di incoscienza e poi di tanta solidarietà che spesso lascia stupiti anche noi che la viviamo ogni giorno. Non dipende solo da noi. Certo ci mettiamo il massimo, ma non potremmo mai bastare».
Una storia che racconta in modo esemplare come esistano mondi sommersi, ricchi di umanità, che sanno confrontarsi quotidianamente con le persone, con i loro problemi, con le loro paure, ma che sanno anche dare loro le speranze che spesso dalle cronache insanguinate dei nostri media sembrano sbiadirsi per essere sempre più confinate in piccoli territori. E invece loro sono lì, con la loro vita, con la loro caparbietà, con i loro volti che ci interrogano e che sfidano tutte le false sicurezze per andare dritti ai perché della vita e di come valga la pena viverla.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2004
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