La tragedia del lavoro minorile in un film

Serata dedicata alla sensibilizzazione contro il lavoro minorile al Cineclub Filmstudio 90

Serata fuori programma, quella di ieri al Cineforum del Filmstudio 90 sul tema della lotta contro il lavoro minorile, con la presenza di Maria Rosa Cutillo, responsabile delle relazioni esterne di Mani Tese (presente con un banchetto informativo gestito dal gruppo di Malnate) e il regista del film-documentario "Cuccioli di Calce", Adriano Zecca. La sala al primo piano di via De Cristoforis si è riempita in fretta, a dimostrazione che la popolazione varesina, se sollecitata a dovere, risponde sempre positivamente.

Ombretta Diaferia ha presentato la rassegna e il tema della lotta contro il lavoro minorile, argomento caro a Mani Tese, che sarà referente mondiale nella serie di manifestazioni in occasione della Global March Against Child Labour,dal 10 al 13 maggio a Firenze: «Mani Tese ha voluto la rassegna cinematorgrafica "Action! Against Child Labour" per sensibilizzare ed informare la popolazione sulle cause e le possibili soluzioni ad una piaga apparentemente incurabile come quella del lavoro minorile. – ha esordito la Diaferia. Questa rassegna cinematografica, denominata "Action! Against Child Labour", che toccherà varie città in Italia (Catania, Bari, Napoli) per chiudersi ancora a Varese il 7 e 9 Maggio con la proiezione del film "Osama", è stata pensata proprio per avvicinare il pubblico ad un tema che, nonostante quanto si possa pensare, non è lontano dalla nostra realtà. L’occasione ci è stata data dal nono anniversario dalla morte IQBAL MASIH, il sindacalista bambino ucciso in Pakistan dalla mafia dei tappeti; l’IRES (Istituto di Ricerca della CGIL) ha presentato nei giorni scorsi alla stampa i risultati di un rapporto che evidenzia come il fenomeno del lavoro minorile sia fortemente presente nel nostro Paese e nella nostra provincia»

«Le rassegne come questa – è intervenuta Maria Rosa Cutillo di Mani Tese – servono, come giustamente ha detto Ombretta, ad informare: ManiTese ritiene che l’informazione sia il primo fondamentale passo per conoscere e poi affrontare il problema del lavoro minorile. Nel mondo 56 milioni di bambini sono sfruttati a partire dai 5-6 anni di età; lavorano senza orari, senza essere pagati, rubando tempo all’istruzione, aprendo così un circolo vizioso che li vedrà adulti sfruttati e sfruttatori a loro volta di altri bambini.

Il film, diretto da Adriano Zecca, era ovviamente a tema: lo sfruttamento dei bambini in un regione dell’India, l’Andhra Pradesh, a Piduguralla, dove lo sfruttamento del lavoro minorile è considerato una cosa normale. Undici milioni di bambini lavorano nelle cave di calce, senza istruzione, in condizioni di vita pietose per un adulto, figuriamoci per un bambino: «L’ambiente dove ho girato il documentario – ha detto Zecca – è da inferno dantesco, irreale. Le fornaci e la puzza sono dappertutto, il fumo sale lento e inesorabile in un clima torrido. I bambini che ho visto sono sfruttati in lavori pesanti e pericolosi, maneggiano esplosivi, fanno su e giù da scale pericolanti innumerevoli volte al giorno, sono privati del diritto a vivere un’infanzia degna di questo nome.»

Il parallelo che il film fa tra il cucciolo d’uomo Mowgli e i cuccioli di calce è una speranza di libertà che tutti questi bambini vorrebbero conoscere, ed un auspicio, affinché la possibilità di vivere liberi dallo sfruttamento possa essere data loro il più in fretta possibile

La spirale va rotta: reinserire nella vita civile i bambini lavoratori è possibile, come è possibile rompere il circolo vizioso povertà-assenza di istruzione-sfruttamento, e Mani Tese sta collaborando con varie associazioni in India e in altre parti del mondo per far sì che tutto questo accada. L’Italia è stata uno dei primi Paesi a ratificare la legge 182 contro lo sfruttamento del lavoro minorile nel 2000, ma da allora si è fatto poco per far rispettare i dettami della legge: bisogna fare di più nel concreto per eliminare questa piaga sociale. Mani Tese ha lavorato e lavora nella zona dell’Andhra Pradesh, e sta tentando di imprimere una mentalità che escluda lo sfruttamento minorile dalla società, per permettere ai bambini indiani di studiare ed evolversi e alle famiglie di sopravvivere.».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2004
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