«Lazzaroni, l’annunciato biscottificio è ancora una scatola vuota»

Allarme a sorpresa dei sindacati. A breve la decisione del giudice sullo sfratto, mentre a settembre scade la cassa integrazione

«Siamo in emergenza, finora ci sono state tante parole ma di concreto non abbiamo ancora visto nulla». Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil, torna ad affrontare il problema della Lazzaroni che sembrava ormai essere risolto con la costituzione del nuovo "Biscottificio di Saronno" e con l’inizio dei colloqui in Provincia per la ricollocazione degli operai in cassa integrazione. 

«Ci sono delle imminenti scadenze, ed il futuro rimane a dir poco incerto – spiega Lumastro, sottolineando che per i primi di maggio è prevista in tribunale a Saronno l’udienza per la richiesta di sfratto avanzata dai proprietari dell’immobile dove si trova oggi la Lazzaroni -. Finora non sembra sia stato trovato nessuna accordo tra le parti, anche perché vi sono delle difficoltà ad individuare un interlocutore. L’annunciato biscottificio è ancora una scatola vuota, nel senso che le quote azionarie sono tutt’ora controllate da un Advisor, una banca d’affari genovese che le dovrebbe piazzare ad eventuali compratori, dei quali non si sa ancora niente».

Sulle voci di un eventuale cordata di imprenditori saronnesi pronti a rilevare la società, Lumastro chiede che si facciano avanti, in modo tale da avere degli interlocutori. Il sindacalista ricorda poi che un altro problema è rappresentato dalla scadenza della cassa integrazione: il prossimo 3 settembre, una quarantina di dipendenti rischiano il licenziamento definitivo. «Se davvero si vuol mantenere sul territorio questa importante e storica azienda, questi problemi vanno risolti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2004
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