Lunga vita ai libri!

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, da Varesenews un augurio e dieci "frasi d'amore" nei confronti di questo bene necessario

Intanto (per nostra fortuna) continuano a vivere. Benché da tempo, insistentemente, ci sia chi suona le campane a morto, i libri sono sempre lì: occhieggiano dalle vetrine delle librerie, ci guardano dagli scaffali di casa, si riposano, al riparo dai danni del tempo, custoditi nelle biblioteche, si addormentano al nostro fianco. Tutti sempre in attesa di un gesto d’amore, di mani delicate che li tocchino, li accarezzino, li sfoglino, pronti a ricambiare tanta gentilezza con grande generosità, offrendoci la ricchezza del loro contenuto, una storia nella quale immergerci e perderci, una storia che può, talvolta, illuminare la nostra vita e arricchirla di senso. Chi resta indifferente al loro richiamo, insensibile alla loro offerta, è senz’altro una persona più povera, anche se forse non lo scoprirà mai, continuando a vivere in questa beata ignoranza.

Certo in questi anni ci si sono messi in molti, in vario modo, a tentare di assestare un colpo mortale ai libri: legislatori con leggi che anziché favorirne una più ampia e capillare diffusione li considerano beni voluttuari, riservati ad una minoranza, ad una élite; insegnanti pigri e demotivati, sempre meno pronti a trasmettere l’entusiasmo per la lettura ai loro allievi; genitori stanchi e distratti, con la "testa altrove" e quasi mai con la stessa dentro ad un libro accanto ai propri figli, rinunciando ad educarli alla lettura e preferendo abbandonarli in balia della televisione, relegandoli ad una passività i cui effetti sono ormai ben evidenti: cervelli piccoli, corpi flaccidi. Da ultimo è arrivato anche Internet: è proprio di questi giorni l’allarme lanciato sulle pagine del "Corriere della Sera" per cui, a fronte del successo di un motore di ricerca come Google, le biblioteche pubbliche americane registrerebbero un calo di presenze del 20%.

Eppure… eppure, nonostante tutto, personalmente non riusciamo a credere che i libri possano scomparire definitivamente dalle nostre vite, non ne scorgiamo alcuna reale alternativa. Ed essi, di fronte alle varie minacce che li mettono in pericolo di vita, si prendono le rivincite che possono, scelgono strade alternative per dimostrare la loro vitalità: più recente ed eclatante dimostrazione, il successo della vendita dei libri con i quotidiani in edicola.

Oggi, 23 aprile, per decisione dell’Unesco è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. La nostra speranza è che questa ricorrenza rappresenti sempre una vera e propria festa di compleanno e da noi, da Internet, parte un augurio: lunga vita ai libri (e a chi li scrive, a chi li diffonde, a chi, leggendoli, li mantiene in vita)! E come biglietto d’auguri, e piccolo modesto contributo per celebrare questa giornata, abbiamo pensato di riportare di seguito dieci citazioni dedicate ai libri, dieci frasi d’amore nei loro confronti da parte di chi i libri li ha amati perché ad essi ha dedicato la propria vita e, così facendo, ha allietato la nostra.

  • Io per i miei libri ho sempre tempo, ed essi per me sono sempre liberi. (Cicerone)
     
  • Libri faciunt labra. (I libri fanno le labbra; gioco di parole scolastico)
     
  • La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati. (Cartesio)
      
  • Una notte d’amore è un libro letto in meno (Honoré de Balzac)
  • Quanto più si estende la grande conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini di cui ci è gradita la compagnia. (Ludwig Feuerbach)
      
  • Il fare un libro è men che niente, se il libro fatto non rifà la gente. (Giuseppe Giusti)
      
  • Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani. (Guy de Maupassant)
      
  • Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (Marcel Proust)
      
  • Non ci sono libri morali o libri immorali. Ci sono libri scritti bene o scritti male. (Oscar Wilde)
      
  • C’è un solo modo per salvare i classici: smettere di riverirli ed utilizzarli per la nostra salvezza. (José Ortega y Gasset)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.