«”Made in Italy”, prodotti competitivi e di qualità»

Convegno alla Liuc sulla competitività dei prodotti italiani. Realtore d'eccezione il ministro alle attività produttive Antonio Marzano

Un convegno per capire il futuro del "made in Italy". L’incontro che si è svolto sabato sera all’Università Cattaneo di Castellanza è stato organizzato dall’Unione Industriali della Provincia di Varese e dal Rotary Club di Busto, Gallarate, Legnano. Relatore d’eccezione, oltre al presidente di Univa, Alberto Ribolla, all’economista e presidente di Autostrade spa, Gian Maria Gros-Pietro, e al consigliere dell’Istituto nazionale per il commercio estero, Flavio Radice, è stato il ministro delle attività produttive Antonio Marzano. 
Ed è stato proprio Marzano a sottolineare la scelta fatta firmando una settimana fa i decreti a favore della produzione nazionale. «Una diminuzione delle tasse potrà sicuramente aiutare l’economia, potrebbe portare a un maggior risparmio per effettuare maggiori spese – ha spiegato il ministro -. Ma bisogna creare soprattutto una produzione nazionale che sia competitiva rispetto a quella estera».

Il presidente dell’Univa ha quindi portato all’attenzione dei presenti i dati della produzione attuale, ponendo l’accento su quanto sia importante il varesotto a livello nazionale. «La sola provincia di Varese produce quanto il Lussemburgo e ha una quota di esportazione pari a quella della Grecia – ha spiegato Ribolla -. Inoltre, nella nostra provincia, sono presenti tutti i più importanti settori produttivi italiani». Secondo Ribolla è importante che i prodotti siano competitivi con l’estero, ma non attraverso l’istituzione di barriere doganali, «occorrono regole certe e applicate dove muoversi con trasparenza».

Il Ministro ha illustrato i quattro decreti che lui stesso ha recentemente firmato per una migliore competitività dei prodotti "made in Italy". «Per combattere i falsi e le contraffazioni abbiamo il marchio "made in Italy" con severe multe per coloro che lo applicano producendo altrove – ha spiegato il ministro, illustrando i decreti -. Per la qualità del prodotto abbiamo poi creato un marchio apposito che non sostituisce il "made in Italy", ma ne sottolinea la qualità. Con il terzo decreto abbiamo creato il comitato anticontraffazioni, mentre con il quarto abbiamo istituito l’ufficio di assistenza legale all’estero per le piccole e medie imprese, per mettere in atto azioni legali che vogliono difendere il marchio italiano».

Affrontato anche il discorso della competitività della Cina. «La Cina è una sfida – ha spiegato Marzano -, c’è ed è grande, ma può essere un’opportunità. Certo è competitiva per forza lavoro e costo del lavoro, ma ci sono anche 180 milioni di cinesi, secondo le ultime stime, che possono essere potenziali acquirenti del prodotto italiano. E possibili turisti, non dimentichiamo. La Cina può diventare un beneficio». Anche il ministro si è dichiarato contrario all’innalzamento della protezione doganale specificando che casomai «sono gli altri paesi a doverla abbassare per creare una giusta competitività».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 aprile 2004
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