Meno incidenti sulle strade: anche Varese ci prova

L'iniziativa, organizzata dall'Oms, per contrastare una delle principali cause di morte fra i giovani. Nel sud della provincia il record di strade killer

E’ come se ogni anno sparisse la popolazione di una città grande come MilanoGli attentati e le malattie questa volta non c’entrano: c’entrano, invece, l’alta velocità, la distrazione, le "alterazioni da sabato sera".  Da oggi al 2020, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), gli incidenti stradali scaleranno la graduatoria "nera" delle principali cause di morte e malattia fino al terzo posto, scavalcando AIDS, tubercolosi, malaria e malattie cerebrovascolari. 
Per questa ragione  l’OMS ha deciso di dedicare la giornata Mondiale della Salute, il 7 aprile 2004, alla sicurezza stradale.
In Italia, a fronte di oltre 230mila incidenti stradali, nel 2002 si sono contati 6.736 morti (una media di 18,45 al giorno, uno ogni ora e 18 minuti) e oltre 330mila feriti (uno ogni minuto e mezzo). Le cause principali: mancato rispetto della distanza di sicurezza, guida distratta, eccesso di velocità. 
Triste parlare di denaro, in questi casi, ma gli incidenti stradali hanno anche un costo sociale, elevatissimo:  34 miliardi di euro l’anno, più del doppio dell’ultima Finanziaria.
Il 7 aprile, mercoledì, sarà l’occasione per fermarsi a pensare: parlare di numeri, di cifre, capire le cause e, se possibile, correggere i propri comportamenti sbagliati. Nessuna repressione, solo una riflessione. 
La sfida è grande: per un giorno né morti, né feriti. Lo slogan termina con: IO CI PROVO! 
Anche Varesefocus, il periodico dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, dedica un servizio all’iniziativa dell’Oms. Nell’articolo si riprende l’indagine realizzata dall’Istat sui dati del 2002 relativi agli incidenti stradali nella nostra Provincia. 
Dallo studio risulta che le strade del sud del Varesotto sono molto più pericolose di quelle del nord. 
La città dove nel 2002 ci sono stati più incidenti è stata Varese con 589 casi, di cui 14 mortali, seguita da Gallarate con 464 incidenti e 7 decessi, da Busto Arsizio con 449 scontri e 13 morti, su un totale provinciale di 3.884 incidenti, di cui ben 89 mortali.
Tra le strade più rischiose della provincia ci sono la SS 629 del Lago di Monate con un indice di gravità del 35,71%, la A8 Milano-Varese, in particolare per l’alto rapporto di incidenti per kmq e la A9 Lainate-Como-Chiasso, mentre le meno pericolose sono la SS 394 del Verbano Orientale e la SS 342 Briantea.
Per quanto riguarda, invece, la natura degli scontri, la maggior parte è indubbiamente di tipo frontale-laterale o laterale, ma un dato balza all’occhio e ha un sapore amaro: nel 2002 sono stati investiti nell’abitato (cioè su strade urbane e provinciali e statali dentro l’abitato) ben 223 pedoni, di cui 13 sono deceduti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2004
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