«Non voglio a Busto Arsizio i rifiuti della Campania»

Il sindaco avverte Accam: non possono accettare. Ma il presidente Parini ribatte: mai avuto questa intenzione e nemmeno richieste

Nella guerra della spazzatura scende in campo anche il sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa: «Non permetterò che Accam bruci i rifiuti della Campania». Il primo cittadino spiega di voler difendere i suoi abitanti e paventa anche la possibilità di contrattaccare sui soldi che il comune potrebbe pretendere da Accam spa, nella nuova convenzione, per la mitigazione ambientale.
Ma chi vuole portare i rifiuti della Campania a Busto Arsizio? Rosa dice che «spetta al territorio e alla città la decisione su un’opportunità di questo genere, non di certo alla Spa». E’ dunque Accam il colpevole, ovvero la società che gestisce l’inceneritore, a cui partecipano 27 comuni dell’Altomilanese?
Il presidente di Accam spa si difende: «La Regione ha solo sondato la disponibilità quantitativa di tutti gli impianti lombardi e tra questi anche il nostro – precisa Sergio Parini – dopo questa richiesta non è più giunta alcuna comunicazione. A scanso di equivoci, però , vorrei rassicurare il sindaco Rosa: non è nostra intenzione accettare rifiuti dalla Campania».
L’inceneritore di Accam, tra l’altro, è retto da un accordo politico tra i comuni dell’ex consorzio che prevede esplicitamente il divieto di bruciare rifiuti provenienti da fuori.
«I patti tra i comuni si rispettano – dice Livio Frigoli, sindaco di Castellanza – e il nostro è che si smaltiscono solo i rifiuti dei comuni facenti parte di Accam. C’è solo una possibilità di deroga, in caso cioè che lo smaltimento ci venga legalmente imposto da enti superiori».
La Regione ha paventato una possibilità di imporre lo smaltimento adottato ad Accam? Parini smentisce: nessuna volontà imposta dal Pirellone, già nei guai per la minisecessione della Lega a Formigoni, proprio a causa dei rifiuti campani.
E’ vero però che accettare nuovi smaltimenti farebbe bene alle casse di Accam. «Questo è indubbio – dice Parini – l’impianto è sottoutilizzato ma c’è un motivo politico ben preciso: noi non possiamo fare cassa a spese della salute del territorio, potremmo guadagnare di più, ma preferiamo evitare ulteriori problemi».
Le due linee dell’inceneritore sono in gradi di smaltire 110mila tonnellate di rifiuti all’anno, con un limite giornaliero di 400. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, ne smaltisce 20/30 al giorno, quando il limite, in termini di capacità, potrebbe essere di 80.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 aprile 2004
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