Pedemontana: «Il tracciato proposto non va bene»

Partiti d'opposizione, comitati e associazioni di contestano con forza il progetto del nuovo collegamento

ll tracciato proposto per la Pedemontana non va bene. E’ quanto ribadiscono a una voce partiti d’opposizione, comitati dei cittadini e associazioni riunitisi questa mattina alle 11 in via Bonicalza presso il cippo in memoria di Mauro Venegoni, sotto il quale è previsto un tratto, in trincea, della nuova autostrada.

Luca Radice della Margherita ripete le osservazioni già presentate alle competenti autorità: la zona è ad alto rischio idrogeologico, come riconosciuto anche dal Piano d’Area Malpensa; ciononostante, a dispetto delle esondazioni di Rile e Tenore, non ancora scongiurate mancando aree golenali sufficienti a monte, si vogliono colate di asfalto e cemento per collegare con bretelle e raccordi la Pedemontana con la nuova SS 341, l’HUPAC, il PIP di Sciaré, eccetera.
Pertanto alle forze oggi scese in piazza è sembrato opportuno richiedere che lo svincolo A8-Pedemontana vada a ricadere sull’attuale svincolo di Busto Arsizio, più a sud-est del progetto attuale.
Renato Pagnan dei Comunisti Italiani (Germoglio) elenca le problematiche che sconsigliano lavori di ampia portata nella zona sud-ovest del territorio cassanese, finora risparmiata dall’urbanizzazione: lo spagliamento dei torrenti, la caserma NATO "Ugo Mara", alcune case. Il progetto prevede un tratto su terrapieno  – che dovrà essere piuttosto elevato -, contro il quale verranno a fermarsi le acque di Rile e Tenore. Il timore è che questo possa creare un "tappo" con ricadute su Cassano Magnago, mentre al contrario i terreni a sud dell’opera (zona Hupac-superstrada della Malpensa) risulteranno valorizzati, non correndo più alcun rischio alluvionale. Per evitare che Cassano paghi per tutti in termini di alluvioni e traffico (giacché probabilmente solo una parte delle bretelle previste potranno essere messe in opera), occorrerà non solo spostare la Pedemontana verso l’uscita di Busto Arsizio della A8, ma anche allargare la provinciale Busto-Cassano.
«E’ insensato costruire in questa zona» rincara Giuseppe Di Nanno di Rifondazione Comunista. «Oltretutto è mancata la trasparenza da parte dell’amministrazione comunale, che si è bene guardata dal rendere pubblico il progetto, si poteva almeno portare la cosa in Consiglio Comunale e tenere un’assemblea con la cittadinanza».
Per Legambiente parla Sergio Asietti: «Ci stiamo coordinando con i Circoli, le associazioni e i partiti dei paesi che saranno attraversati dalla Pedemontana. Qui a Cassano la maggioranza è assente, presenta proprie osservazioni sul progetto ma non informa i cittadini».
Infine interviene il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Giovanni Martina, osservando che «tutta una serie di opere (Sempione bis, Pedemontana, bretella ferroviaria Arcisate-Stabio, Boffalora-Malpensa, nuova SS 341 eccetera) serviranno l’HUPAC e Malpensa, ma non certo i cittadini». Pertanto, le forze intervenute nel corso della manifestazione di oggi chiederanno alla Provincia di fare pressione sul Governo affinchè le opere sotto i riflettori siano sottoposte a VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
Nell’attesa, il Parco del Ticino si è mosso in proprio e a sue spese disponendo la VAS per i progetti stradali che ne vanno a colpire il territorio, già compromesso da Malpensa.
«Che senso avrà insistere su Malpensa» si chiede Martina «quando Alitalia pare intenzionata a sganciarsene e a stringere alleanze con Air France, che non necessita di hub nel Nord Italia?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2004
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