Piccoli comuni, i sindaci verso il terzo mandato

Passa in Senato il decreto legge; 31 comuni in provincia potrebbero essere interessati

Saranno 31 i comuni con meno di 3000 abitanti in provincia di Varese che potranno votare il proprio sindaco per il terzo mandato. Questo, ammesso, che l’iter del decreto legge approvato pochi giorni in Senato sia abbastanza rapido da diventare legge entro il 30 aprile. Ultimo giorno utile per poter entrare in vigore al prossimo election-day di giugno. 
La norma approvata in prima istanza al Senato con un’ampia  maggioranza e il voto contrario della Lega, dovrebbe sbloccare una situazione che da mesi vede contrapposta il governo e l’ANPCI, l’associazione nazionale dei piccoli comuni italiani, che da tempo si batte per quello che ritiene un diritto violato: la possibilità, nelle piccole comunità, spesso alle prese con problemi di ricambio di personale politico, di votare anche oltre il secondo mandato il sindaco uscente. 
«Una iniquità antidemocratica, un diritto leso» sono le parole d’ordine di chi combatte questo limite normativo. 
Il decreto approvato in Senato è passato con qualche riduzione: è passato l’emendamento proposto dai Ds e appoggiato dalla Lega che cancella le norme che ampliavano i poteri del consiglio comunale nel caso di terzo mandato. Bocciati anche altri emendamenti dell’opposizione che che chiedevano l’estensione del terzo mandato anche ai comuni di 5mila e 15mila abitanti. 
Secondo le stime dell’Anpci, potrebbero essere 2500 i sindaci ricandidabili , per un totale di poco meno di tre milioni di elettori.  Di diverso avviso il Coordinamento nazionale dei piccoli comuni che minaccia un ricorso alla Corte Costituzionale. «Il terzo mandato – si lamenta il portavoce Virgilio Caivano – è una grande offesa per i cittadini. Ancora una volta a prevalere sono gli interessi dei partiti e dei singoli sulle reali esigenze delle famiglie che vivono nei piccoli comuni italiani. Il Senato dovrebbe invece approvare la
legge n. 1942». E per risolvere il problema della partecipazione e della composizione delle liste elettorali, il coordinamento rilancia la proposta del voto esteso ai sedicenni. «Un provvedimento che inverte la tendenza di un Paese vecchio e crea le condizioni per arrivare finalmente a politiche che guardano al futuro ed alle giovani generazioni come una grande risorsa e non come un mercato passivo al quale fare riferimento solo in maniera demagogica». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2004
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