Quotidiano online: e se il Sindaco fosse consigliato male?

Continua la querelle sul media gestito dall'amministrazione comunale. Ma l'ufficio stampa non dipende dal Direttore generale?

Continua la querelle sul quotidiano online del Comune di Varese. All’attacco del consigliere diessino Mirabelli, ha fatto eco la risposta del Sindaco che negava spese per il media elettronico. Ora il consigliere torna all’attacco e sfodera nuove cifre. Tra arredi (oltre 18mila euro), prestazioni di servizio (70mila euro) e collaboratori per l’ufficio comunicazione (133mila euro) questo settore costerebbe all’amministrazione 221mila euro. Oltre quattrocento milioni delle vecchie lire. «Dato che il web magazine, – afferma Mirabelli, – per stessa ammissione del sindaco, è interamente gestito dall’ufficio stampa del Comune e viene aggiornato quotidianamente, è chiaro che non può essere a costo zero».

E così scopriamo l’acqua calda. L’amministrazione non applica certo il criterio dei costi industriali e quindi il personale, pur incidendo in modo massiccio non viene considerato.
A suo tempo Varesenews brindò alla nascita di questo media. E ancora oggi siamo non solo favorevoli, ma entusiasti che si lavori con il web. Serve a diffonderne cultura  e abitudini. Certo però che le ragioni del consigliere Mirabelli, quando lascia stare i costi, che sono solo parzialmente il problema, e invoca invece maggior pluralismo, sono ineccepibili. 
L’opposizione dovrebbe però attrezzarsi con propri mezzi e imporre all’amministrazione un bel link visibile o un banner che rimandi ad "altre voci dalla città", ad esempio.
Il comportamento poi dell’amministrazione lascia più di un dubbio, anche perché ricordiamo molto bene che sollecitati in materia di comunicazione intervenne addirittura il Direttore generale Daniele Michieletto. Il dirigente affermò "che non esiste più l’ufficio stampa del Sindaco, ma questo è di tutta l’amministrazione comunale e dipende direttamente da me tanto che anche fisicamente farà parte del mio staff". 
Allora, dobbiamo desumere che la responsabilità non sia tutta del Sindaco, visto che non viene aiutato nemmeno dai suoi più stretti collaboratori in questa ulteriore e annosa battaglia tra maggioranza e opposizione. E non ci risulta che il direttore generale abbia fatto scelto di campo e appartenga anch’esso alla maggioranza. O almeno speriamo. A lui spetta quindi la tutela dell’imparzialità della comunicazione comunale. 
Un’ultima avvertenza, almeno a tutela dei più piccoli. Lasciamo stare Pinocchio e il suo naso più lungo o le gambe più corte. Rischiamo tutti di essere solo più ridicoli.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2004
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