Rivoluzione nelle politiche del turismo: scompaiono le Apt

Con la legge approvata al Pirellone, le competenze passano alla Provincia. Luatti: "«Un traguardo importante, il territorio dovrà responsabilizzarsi».

Erano in vita, ufficialmente, dal 1986. Ora le Apt lombarde, le aziende di promozione turistica, stanno per andare in pensione. La nuova legge quadro regionale sulla riorganizzazione del turismo ha infatti stabilito lo scioglimento delle 11 agenzie sul territorio lombardo e il trasferimento delle loro competenze direttamente alle Province. 
Un drastico cambio di cultura nella promozione turistica del territorio: le Apt erano enti che godevano di finanziamenti regionalI: nell’ultimo anno, per tutta la Lombardia6milioni e mezzo di euro per il loro funzionamento e 4 per la promozione. Da oggi si cambia: sostegno economico a progetti promozionali mirati e specifici, che siano avanzati da enti pubblici o da soggetti privati, meglio ancora se riuniti in consorzi o associazioni di categoria. Compito di coordinare i progetti in tal senso saranno appunto le Province e i comuni a vocazione turistica. 
«Un traguardo importantissimo – commenta Giovanni Luatti
(foto), attuale presidente dell’Apt Varese – frutto di una gestazione durata più di dieci anni. Una riforma che liberalizza le risorse per la promozione turistica, responsabilizza il territorio e i soggetti che vi operano col fine comune di valorizzare il prodotto che vogliamo promuovere». 
Luatti, è diventato presidente di Apt da un anno; un incarico che si sapeva già a termine, proprio in previsione dell’entrata in vigore della nuova legge. Ne ha preso in mano le redini già al tramonto, dunque. Il suo è stato, in ogni caso, un intervento energico, culminato con l’adesione dell’azienda al protocollo d’intesa tra Camera di Commercio e Provincia per la promozione del turismo: il contributo di Apt, non marginale, è stato di 100mila euro annuali. 
Dalla regione arrivavano a Varese circa 550mila euro annui. «Purtroppo – spiega – il 70% di queste erogazioni servivano solo a coprire l’attività corrente dell’azienda, personale, spese dell’edificio di nostra proprietà, materiale di lavoro. Solo il 30% poteva essere destinato a promuovere progetti. Con la mia gestione siamo riusciti ad arrivare al 35%». 
Con la nuova riforma, personale e proprietà passeranno direttamente a Villa Recalcati. Tutto tranne proprio la carica di presidente che, dopo i tre mesi di commissariamento previsti dalla legge, scomparirà. «Occorre essere riconoscenti alle Atp – continua Luatti – perché sono stati enti importanti, ma purtroppo sopratutto in seguito alla legge 135 del 2001, fuori tempo. È giusto attualizzare il sistema».
Fra l’altro, la nuova legge quadro sul turismo è già una applicazione del federalismo. Ogni Regione ha inteso infatti riorganizzare la materia secondo un proprio assetto specifico: «Un aspetto importante – conclude Luatti – perché ad esempio, a differenza di altre regioni, la Lombardia ha puntato più che sui distretti locali, cioè sulla promozione di un territorio univoco, sui distretti di prodotto. Un elemento in più che deve davvero avere come effetto benefico intese larghe e trasversali tra associazioni di categoria, consorzi, progetti tra enti pubblici e privati. In una parola, liberalizzazione e responsabilizzazione del territorio». 
La nuova riforma prevede infine che le nuove strategie turistiche vengano vagliate annualmente in consiglio regionale. E anche questo è un segno dei tempi. 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 aprile 2004
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