Sacconago, l’Udc attesa alla prova dei fatti

Molti i progetti presentati nel corso di una serata pubblica. Primo obiettivo certo: far rivivere un quartiere trascurato

«I sinaghini hanno dato 6 miliardi di vecchie lire solo per rifare l’oratorio all’esterno dell’abitato. Ora il pericolo è quello di non dar seguito alle cose, come spesso accade in periodi elettorali. Mi raccomando: non deludeteci». Con queste parole don Luigi Caimi, parroco di Sacconago, ha introdotto l’assemblea pubblica tenutasi presso la Sala delle Adunanze di via Padre Reginaldo Giuliani per discutere dei progetti per il rinnovo del centro storico patrocinati dall’UDC. Per il partito erano presenti il segretario cittadino Giuseppe Zingale e il consigliere comunale Enrico Salomi, che hanno moderato il dibattito. Quello del parroco è stato il primo intervento della serata, e indubbiamente uno dei più incisivi. «Vi ringrazio per aver pensato di occuparvi di questa bella comunità, dove mi trovo ormai da sei anni. In effetti l’intero sviluppo del nostro Comune dovrebbe tenere conto che esistono non uno, ma tre centri – Busto, Sacconago, Borsano. Qui da noi l’abitare è divenuto un problema: di 50 coppie che ho sposato, sì e no una quindicina sono rimaste nel quartiere. Quindi la questione è ben più ampia del semplice rifacimento di parte del centro storico; c’è da ripensare la vita del quartiere». Gli architetti Oscar Castiglioni e Andrea Pellegatta hanno presentato i progetti nel dettaglio. «Non si tratta di un maquillage, né di una speculazione immobiliare, ma di un rinnovamento complessivo del centro storico di Sacconago. L’obiettivo è di far vivere il quartiere e di nobilitarne la parte più antica». 
Fulcro intorno cui ruotano i progetti è la Chiesa vecchia di Sacconago, gioiellino del barocco settecentesco e storico punto di riferimento per ogni sinaghino; intorno ad essa si ricaverà un’ampia zona quasi completamente pedonalizzata (ma da via XI Febbraio si potrà ancora girare a sinistra in via San Carlo, e saranno ammessi i minibus del trasporto pubblico). Sarannno rifatte le pavimentazioni, si metteranno lampioni, panchine ed aiuole; ciò per quanto riguarda l’arredo urbano. Ma il concetto fondamentale sarà il riorientamento della piazza principale di Sacconago a nord della Chiesa vecchia, dove ora esiste l’Oratorio che sarà presto trasferito, come detto sopra. 
Sull’area attualmente coperta dal campo da calcio dell’oratorio sarà creato un parcheggio. Il concetto architettonico che sovrintenderà al recupero-rinnovamento delle aree interessate – da Piazza Carlo Noé a via Biagio Bellotti – sarà quello del "lotto gotico", che prevede una corte con i lati più lunghi perpendicolari alla strada. Il vicesindaco Gianfranco Bottini ha quindi ringraziato il parroco per aver colto i problemi. 
Quando però ha rivendicato l’attenzione dell’amministrazione per Sacconago, è stato subbissato di proteste dai sinaghini che affollavano la sala. «Ora a Sacconago c’è la zona industriale» ha proseguito imperterrito il vicesindaco, «e dove c’è lavoro si può anche vivere. Gli interventi che si andranno a realizzare a Sacconago centro saranno privati, e il Comune farà ogni sforzo per renderli più semplici dal punto di vista burocratico; anche in Regione è allo studio un’innovativa legislazione priva di lacci e lacciuoli per favorire l’edilizia privata». «Quanto a normativa tecnica e regolamento edilizio, abbiamo dato incarico di studiare come rivederli in senso più elastico, perché la frammentzione delle proprietà non blocchi più tutto sul nascere. Del resto ci ritroviamo con un regolamento che, come il PRG, risale agli anni ’70». Il Sindaco ha quindi rivendicato gli interventi già in corso nel quartiere, come la sistemazione delle scuole Ada Negri e dell’adiacente piazza della Chiesa nuova. Su queste note si è chiusa l’assemblea, fra il sottile scetticismo degli abitanti di un quartiere che, fin dalla sua forzosa incorporazione in Busto Arsizio nel 1927-1928, non ha mai brillato per il suo slancio verso il futuro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2004
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