«Senza garanzie di sicurezza niente più abbonamenti in gradinata»

Varese – Dopo la sassaiola contro i canturini, la Pallacanestro Varese si difende dalle critiche

Abbonati avvisati del rischio ultrà e quasi sollecitati a cambiare posto gratuitamente per evitare il contatto. Un cambio di seggiolino gratuito, invitati in tribuna per scansare il pericolo. E oggi, la dichiarazione ufficiale da parte della Pallacanestro Varese «Senza necessarie garanzie dalle autorità competenti sulla sicurezza degli abbonati in gradinata sud saremo costretti a non vendere più abbonamenti in tale settore». Storia quasi ordinaria, da quando lo sport è diventato sopratutto questione di ordine pubblico. Ma pesante è lo strascico dopo lo sfortunato derby di sabato tra Varese e Cantù. Forze dell’ordine e società sono entrambe messe sul banco degli imputati dai tifosi varesini. Quelli costretti a scappare dal proprio seggiolino quando i canturini hanno abbandonato il settore di competenza, in curva sud, per rovesciarsi sulle gradinate sottostanti. Un comportamento forse prevedibile. Lo stesso era accaduto a Forli, durante le Final Eight. Stessa scena, stessi protagonisti ad occupare di forza zone di spalti non loro.
Polizia ritenuta insufficiente, società accusata di aver venduto troppi biglietti rispetto alla capienza. In mattinata dalla Questura si è parlato di circa 300 tifosi, e di una scelta, quella di farli debordare, fatta per stemperare la tensione.
Da via Sanvito Silvestro arriva però la replica: «L’ordine pubblico spetta – si legge in una nota ufficiale – esclusivamente alle autorità di Pubblica Sicurezza e non allo staff del PalaIgnis, le cui uniche mansioni si riferiscono al controllo dei biglietti, al servizio hostess e parcheggio». Staff non di body guards o vigilantes, come definiti da un nostro lettore. Molti presenti hanno, tuttavia, ricordato che quando due tifosi hanno tentato di scavalcare l’ultima barriera, proprio due addetti allo staff hanno tamponato il gesto. Fortunatamente.
Ma la società di Gianfranco Castiglioni fa precisazioni anche sul numero dei biglietti venduti. «Abbiamo venduto 170 biglietti ai tifosi organizzati con i pullman e 30 a supporter con mezzi propri, avvertendo le autorità della cifra». Duecento tagliandi a fronte di una capienza del settore ospiti di 230 posti. Carte in regola, dunque, tenendo conto di circa 30 seggiolini lasciati cautelativamente disponibili «per non creare ressa» e i 60 posti “evacuati” nella sottostante gradinata sud, per consentire alla polizia un cordone di sicurezza. «Seggiolini – specificano – dipinti preventivamente di rosso, proprio per distinguerle dal resto dei posti». Rosso, segnale di pericolo, sembra.
Le precauzioni, fanno sapere dalla Metis, non si sono limitate a questo: «già in fase di rinnovo di abbonamento – spiegano – e anche nella scorsa settimana era stato chiaramente specificato che in occasione di alcune partite giudicate calde dalla Questura avremmo invitato gli abbonati di gradinata sud a spostarsi gratuitamente di settore». Insomma: la ciambella di salvataggio era stata lanciata, la preoccupazione, a quanto pare, era nota. Ma il cordone di sicurezza non c’era, si è creato quando ormai gli ultrà erano in mezzo agli altri tifosi varesini a ridosso del settore della stampa e dei parterre. Da qui la minaccia: «Senza garanzie dalle forze dell’ordine, niente più abbonamenti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2004
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