Senzatetto muore in stazione la notte di Pasqua

L'uomo trovato cadavere allo scalo delle Ferrovie Nord, forse fulminato dal freddo. Il parroco: «Il disagio c'è, ma in molti non vogliono farsi aiutare»

Non aveva una fissa dimora e una gelida notte di aprile passata in stazione gli è costata cara. Una storia triste, quella venuta alla luce proprio il giorno di Pasqua, quando il personale in servizio alla stazione delle ferrovie Nord di Cittiglio ha dato l’allarme al 118: «Guardate che tra i giardinetti che costeggiano i binari c’è il corpo di un uomo». Sul posto – erano le 7.30 di domenica – si è recato subito un equipaggio della Croce Rossa: di pochi metri il tragitto dell’ambulanza, dal momento che l’ospedale di Cittiglio è separato dalla stazione solo da una strada. Dinanzi ai volontari si è parata una scena raccapricciante: un uomo, con pochi vestiti addosso, a terra, avvolto nel rigor mortis, in posizione fetale. Impossibile, in questo caso, operare una rianimazione: sul posto è stata chiamata una guardia medica, che altro non ha potuto fare se non accertare il decesso. Anche una pattuglia dei carabinieri si è recata alla stazione per operare i primi rilievi sull’accaduto, anche se non sembra che sul corpo siano stati trovati segni di violenza. Potrebbe essersi quindi trattato di un malore sopraggiunto durante la notte tra sabato e domenica scorsi. Forse l’uomo, che girovagava nei pressi dell’ospedale per cercare riparo, ha scelto la stazione per dormire, non trovando però un posto sufficientemente caldo per proteggerlo dal freddo.
Per diverse ore è stato un giallo la sua identità. Poi le ricerche dei carabinieri hanno dato esito positivo. Dell’uomo di sa che le sue iniziali sono L.G. classe 1949, di Limbiate, paese dell’hinterland milanese. Secondo il sindaco di Cittiglio Giuseppe Galliani, che ha avuto il giorno stesso dell’accaduto notizia del decesso, «L’uomo era sconosciuto in paese, e non risulta essere noto neppure ai servizi sociali – ha affermato il primo cittadino. Da quanto ho appreso sembra che sia stato trovato nei pressi di un deposito della stazione nord». 

«E’ inevitabile che molti "senza fissa dimora" vengano attratti da due strutture come l’ospedale e la stazione – spiega Don Giuseppe, parroco di Cittiglio da 12 anni – . Conosco diverse persone, anche molto giovani, che spesso dormono sulle panchine all’interno dell’ospedale, nella sala caffè, e chiedono le elemosina per tirare avanti. Di fronte a questa situazione, tuttavia, sia la parrocchia che il comune possono fare poco: si tratta di persone che sono già state aiutate dai servizi sociali parecchie volte, alle quali è stato offerto un lavoro e un’abitazione, ma che scelgono di vivere per strada».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2004
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