«Troppi rifiuti, la provincia a un passo dalla crisi»

Nelle prossime settimane la stesura del nuovo piano provinciale dei rifiuti. Le preoccupazioni dell'assessore provinciale Pintus anche alla luce delle recenti polemiche sull'impianto di compostaggio di Origgio e la discarica di Gorla Maggiore

«Rischiamo di entrare in crisi prima del tempo». L’assessore provinciale all’ecologia e ambiente, Francesco Pintus, è piuttosto preoccupato sul futuro del problema rifiuti in provincia di Varese. Nelle prossime settimane, infatti, la Provincia dovrà stendere, come previsto dalle direttive europee, il nuovo piano provinciale dei rifiuti con l’obiettivo di capire quale sia l’orientamento del territorio in materia. 
Molti i punti di domanda, dagli impianti di compostaggio, al completamento della discarica di Gorla, dai rifiuti della Campania destinati alla Lombardia, alla vecchia ipotesi dell’inceneritore. «Ma a decidere saranno solo i cittadini e i comuni – spiega Pintus -. Nelle prossime settimane effettueremo diversi incontri con enti comunali e associazioni ambientaliste. Su queste basi si vedrà se il territorio vuole smaltire da solo i propri rifiuti spendendo una certa cifra, oppure darli fuori provincia, caricandoli su un treno e spendendo dieci volte tanto. È una decisione che sarà presa insieme».

Temi caldi di questi mesi in tema di ambiente e rifiuti sono stati l’impianto di compostaggio di Origgio e il completamento della discarica di Gorla Maggiore.
«L’impianto di compostaggio fa parte di una richiesta avanzata da privati – spiega l’assessore -. Noi rispondiamo di una questione solamente tecnica. Il comune prima ha detto "sì" a questi privati, poi ha detto "no". Adesso abbiamo chiesto all’amministrazione comunale le motivazioni di questo "no". Noi poi valuteremo sulla base della legge vigente. Ma l’impianto non rientra certo nel nostro piano provinciale, è una proposta di privati. È come se si trattasse di una fabbrica di chiodi. Se non si vogliono impianti di smaltimento sul nostro territorio, dobbiamo essere coscienti che siamo destinati a diventare come la Campania. Ritengo strategiche queste tipologie di impianti che, come a Gemonio e Ferrera, sono sempre nati tra le proteste».

Altro punto dolente sulla questione rifiuti in Provincia è la discarica di Gorla Maggiore che, sempre secondo Pintus, rappresenta «l’ultima spiaggia del sacco nero». Infatti, se anche il Tar dovesse decidere per il completamento della discarica (il cosiddetto ultimo lotto), potrebbero essere accolti rifiuti per altri 3/4 anni. «Poi basta, dal momento che le discariche sono ormai fuori legge – spiega l’assessore -. Il sesto lotto potrà accogliere solo inerti». 
Anche sulle tre mila tonnellate di rifiuti che dovrebbero essere smaltite in Lombardia, Pintus non ha dubbi: «Piuttosto mi incateno alla discarica. In questo momento non possiamo riceverli, non sapremmo dove metterli». 
Anche l’inceneritore è fuori discussione nel futuro: «L’esperienza di Busto non è stata certo esaltante e non penso che sarà presa nuovamente in considerazione. Evidenzieremo solo le zone dove non dovranno essere posizionati futuri impianti di compostaggio». 

Quale direzione prendere quindi se tra poco non ci sarà più posto per i rifiuti i provincia di Varese? «È proprio compito di questo nuovo piano provinciale stabilirlo. Considerando che la frazione umida vada negli impianti di compostaggio, che il resto della differenziata possa essere riciclato, rimane un 40 per cento dal quale si può ricavare il Combustibile da rifiuto (Cdr). Sicuramente è una strada da percorrere, ma devono essere i cittadini, tra comuni e associazioni ambientaliste, a deciderlo, noi possiamo solo dare un’indicazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2004
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