Turismo in carrozza, studenti italiani e svizzeri sui treni a vapore

Presentato il nuovo progetto di riqualificazione della ferrovia Valmorea. E l'anno prossimo forse pronto il tratto Cantello-Malnate

Si chiama "Ferrovia Valmorea: turismo in carrozza la nuova iniziativa di sensibilizzazione verso l’antico tracciato ferroviario che dal 1904 fino al 1977con alterne fortune ha collegato Italia e Svizzera, lungo il corso dell’Olona. Una ferrovia storica, che ha fatto da dorsale allo sviluppo industriale della Valle dell’Olona e del Lanza.  È da circa dieci anni che si è tornati a parlare del trenino a vapore. Il progetto rientra nel piano globale di riqualificazione dell’antica ferrovia finanziato dalla Regione Lombardia, abbracciato dalla Provincia di Varese e sostenuto dalle diverse associazioni che negli ultimi anni si sono costituite: l’associazione Ferrovia Valmorea, l’associazione Amici della Valmorea a cui si è aggiunta I nostar radìis. Gruppi di volontariato che fanno del recupero del vecchio trenino a vapore una battaglia all’interno di un più generale sforzo di riscoperta dei valori ambientali, paesistici, culturali in senso lato del territorio. 
Turismo in carrozza significa principalmente l’organizzazione di viaggi lungo le tratte storiche di gruppi di scolaresche in reciproco scambio di mete. Per gli studenti italiani sarà possibile percorrere il tratto Valmorea – Monte Generoso,  o raggiungere San Salvatore o il Monte San Giorgio. Per gli studenti ticinesi il percorso inverso porterà a Castelseprio, a Castiglione o a Villa Cagnola. Sono solo alcune delle possibili destinazioni che potranno essere offerte in futuro. 
«Far conoscere il nostro territorio – spiega Leopoldo Macchi presidente de I nostar radìis – è il nostro obiettivo prioritario.  per questo ci stiamo attivando oltre alla riqualificazione della ferrovia, anche ad altre iniziative come mostre, corsi di lingua serate di cabaret e scambi culturali transfrontalieri». E una pubblicazione cartacea riprodotta anche su un sito internet a cura di Sara Cappelletti.
«Il recupero della ferrovia – chiarisce Giuseppe Riva un volontario della Valmorea della prima ora  – significa tante cose: recupero e salvaguardia di un bene pubblico, vuole dire bonificare aree dismesse e restituirle alla popolazione, tutelare il territorio, riqualificare le testimonianze di archeologia industriale, integrare i progetti di turismo compatibile con il Ticino e la provincia di Como, oltre ad essere in grado di potenziare l’offerta lavorativa». 
I veicoli saranno quelli che già circolano lungo le tratte storiche svizzere; locomotive a vapore e carrozze d’epoca ristrutturate dal Club San Gottardo
Nato più grazie all’entusiasmo e all’impegno di volontari che ad un progetto vero e proprio, ora il recupero nel versante italiano della Valmorea è da qualche anno all’ordine del giorno della politica. Già nel 2000 la Regione raggiunse un accordo con Ferrovie Nord Milano, titolare della tratta, per il recupero fino a Cantello.«Adesso – promette Giangiacomo Longoni, assessore al marketing territoriale di Villa Recalcati – la Regione ha già pronti 600mila euro, mentre la Provincia stanzierà gli altri 400mila per il recupero del tratto Cantello Malnate, probabilmente in funzione già l’anno prossimo». Un costo che sembra eccessivo per il ripristino di soli 2,5 km di ferrovia. In realtà, pur esistendo sulla carta, tutto il tracciato deve essere soggetto a bonifica e ad meticolosa opera di consolidamento. Poi anche fino a Malnate, e in futuro, ci si augura fino a Castellanza potranno tornare a circolare i vecchi treni a vapore. Potrebbe essere un affare. Già adesso nella sola Svizzera e con circolazioni stagionali a periodi ristretti,  sono cinquemila i biglietti annuali staccati. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2004
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