Antenne, approvato il regolamento comunale

Dopo vari mesi di lavori passa in Consiglio Comunale il nuovo regolamento sulle antenne per telefonia cellulare

Pubblico numeroso e attento all’ultimo consiglio comunale a Busto Arsizio per la seduta in cui era attesa l’approvazione del nuovo e contestato regolamento per le antenne di telefonia cellulare. Dopo le schermaglie iniziali dell’opposizione sulla vivisezione ai Molini Marzoli (università dell’Insubria), cui dalla maggioranza si è risposto raccontando come il chirurgo bustocco Stefano Lucchina abbia dovuto trasferirsi in Australia per i suoi studi, in quanto in Italia è vietata la vivisezione chirurgica sugli animali da laboratorio, si è passati direttamente alla fase deliberativa con un lungo ed acceso botta e risposta tra maggioranza e minoranza che ha preceduto la scontata approvazione del nuovo regolamento sulle antenne, fortemente voluto dall’Assessore all’Ambiente Paola Reguzzoni. 
«E’ un regolamento che non regolamenta nulla» ha subito denunciato Antonello Corrado di Rifondazione Comunista. «Il problema è la pura, che obiettivamente c’è» si è ribattuto dalla maggioranza, «ma se non ci fosse questo regolamento invece di una trentina di antenne ce ne ritroveremmo trecento». 
L’Assessore Reguzzoni ha voluto ricordare che gran parte delle antenne presenti a Busto (ma non quella di via Tolmino che ha provocato la creazione del Comitato di Madonna Regina, presente in forze in sala) sono di bassa potenza, «inferiore a quella di un asciugacapelli che mette 90 Watt giusto accanto alla vostra testa». 
Mariani, per l’opposizione, ha messo in luce come il regolamento sembri copiato di peso da quello regionale. «A sentire l’assessore, con il nuovo regolamento due terzi delle antenne esistenti sarebbero fuorilegge, invece sì e no un paio lo saranno, e in ogni caso la regione ha disposto una moratoria di due anni prima di rimuovere le antenne fuori norma…». A questo punto i membri del Comitato di Madonna Regina innalzano cartelli con la scritta "Anni ’60: CVM = Sarcoma; Anni 2000: Elettrosmog = ??????". Per la maggioranza Carlo Fontana (Forza Italia) ha denunciato tutta la faccenda come una strumentalizzazione politico-propagandistica -attirandosi le irate proteste del Comitato. Il sindaco Luigi Rosa si è detto impressionato dalle duemila firme raccolte dal Comitato, ma, ha detto «Serve comunque fare un regolamento, che però non sarà un dogma intoccabile. Se in futuro verificheremo l’esistenza di problemi, si potrà andare a modificarlo». Grandi, per i Ds, ha accusato Fontana di pendere in giro i borsanesi sulla questione Accam allo stesso modo in cui aveva trattato il Comitato di Madonna Regina, poi ha continuato: «Non criminalizziamo questo regolamento, tuttavia il comune doveva impegnarsi attivamente a trovare un’area non edificata da destinare all’impianto delle antenne; in tal modo ci avrebbe anche guadagnato. Intanto con questo regolamento l’antenna di via Tolmino resta. Invito il sindaco a decidersi: com’è che Busto inchioda da sola l’intero consorzio Accam su una questione di proprietà e poi si inchina di fronte a quattro gestori di telefonia?» Dopo la feroce vendetta di Fontana che, punto sul vivo, ha colto l’occasione di ricordare «quando Grandi disse che l’inceneritore di Borsano poteva bruciare ottocento tonnellate al giorno» (invece delle 400 attuali, considerate tetto massimo dal comiato borsanese e dal Comune, ndr), si è passati alla votazione, dall’esito scontato e favorevole all’adozione del nuovo regolamento sulle antenne.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2004
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