Carcere, un passo avanti tra mille polemiche

Consiglio comunale incandescente. La maggioranza si strappa ma tira dritto. Pajetta accusa il suo collega Bregonzio "mi ha messo le mani addosso". Proteste del pubblico contro il supercarcere

Così come è nata, la vicenda sul nuovo carcere di Varese, così si è per il momento conclusa: senza un dibattito vero e proprio, senza una vera discussione di merito. 
Le varianti urbanistiche al Prg, la cui approvazione era al secondo ordine del giorno del consiglio comunale di ieri, sono passate. Un risultato acquisito in pochi minuti, dopo un consiglio durato più di quattro ore in cui è successo di tutto, ma l’ultima cosa di cui si è discusso è stato proprio il carcere. Difficile dire chi abbia vinto, in ogni caso. Maggioranza e opposizione hanno legittimamente sfruttato i regolamenti che la democrazia mette loro a disposizione: l’ostruzionismo dell’una,  per rinviare il dibattito, le scaltrezze e la forza dei numeri dell’altra. Tecnicismi che non hanno nascosto, la brutta immagine che il consiglio ha dato di sé: una brutta giornata per la politica cittadina. 

La cronaca. Fuori da Palazzo Estense va in scena la protesta dei cittadini di Bizzozero: striscioni e manifesti contro il "supercarcere" e l’attacco al polmone verde di Bizzozero. Il consiglio comincia con i vigili a presidiare che tutto si svolga tranquillamente. 
Si aprono i lavori: qualche sedia vuota nella maggioranza. L’opposizione chiede la verifica del numero legale. Il centrosinistra è fuori dall’aula. Tra i banchi di Forza Italia, sono assenti i consiglieri Valvano, Morlotti, Bregonzio e Agrifoglio. Stanno per entrare nell’aula si accorgono che è in corso la conta, si arrestano sulla porta. E’ il primo segnale di una fronda interna.  Al primo appello, i numeri per cominciare non ci sono. Il presidente Ghiringhelli tarda a formalizzare e nel frattempo arrivano i ritardatari tra le file della Lega: si comincia. 

In fondo alla sala gli abitanti di Bizzozero ed esponenti del Varese Social Forum prendono posto. Il sindaco Fumagalli a consiglio iniziato da un’ora, nel frattempo, si defila. Lo aspettano ad Induno, dove si presenta insieme ad altri candidati sindaci della Lega, per una passerella in vista delle Europee. Tornerà a Palazzo Estense due ore più tardi.
Si apre la discussione sul provvedimento di variazione di bilancio, presentata dall’assessore Soletta. Un punto importante. In pochi tuttavia si aspettano tre ore di discussione in merito. Quasi tutti i consiglieri di opposizione prendono la parola. La manovra ostruzionistica prende corpo. La sancisce Alfieri ufficialmente: «Ci opporremo con tutti i mezzi previsti al provvedimento sul carcere». L’assessore Soletta riconosce di essere il finto bersaglio della discussione, ma risponde punto per punto. 
Lo scopo dell’opposizione sembra raggiunto: a mezzanotte una prassi non scritta prevede che i lavori si interrompano prima di riaprire il dibattito su un altro ordine del giorno. 
Primo colpo di scena. Ghiringhelli decide di proseguire. Insorge l’opposizione che chiede la riunione dei capigruppo. Dopo la pausa, la decisione è confermata: tra l’ira del centro sinistra, si comincia a parlare del carcere. Dopo tre ore di attesa frustrante i cittadini di Bizzozero cominciano a farsi sentire e srotolano striscioni di protesta. Vigili, con pistola d’ordinanza al fianco, entrano a bloccano i più rumorosi e fanno togliere il lenzuolo. 
Zappoli, di Rifondazione, chiede di sospendere la discussione: manca un piano di compatibilità ambientale. Niente da fare. A questo punto la fronda di Forza Italia si manifesta: Laura Morlotti, prima, Laura Valvano poi a nome di quattro consiglieri di Forza Italia, manifestano la contrarietà al progetto complessivo pur essendo favorevoli al carcere e chiedono, a norma di regolamento, la sospensione della discussione, firmata poi da tutti i rappresentanti dell’opposizione. In un clima di nervosismo e stanchezza palese, arriva l’ennesimo colpo di scena. Il capogruppo di Forza Italia Pajetta prende la parola per accusare di essere stata aggredita dal consigliere Bregonzio, suo compagno di partito. Il presidente Ghiringhelli denuncia il fatto gravissimo e comunica l’avvio di una indagine. La Pajetta, non parla con la stampa, ma sembra scossa. Qualcuno mormora che il è segnale della crisi profonda della maggioranza e di Forza Italia, l’ennesimo scontro tra l’anima legata a CL e quella laica. 
Ormai è chiaro a tutti che non sussistono più le condizioni ideali per affrontare un argomento di così ampia portata.  Ma la maggioranza è determinata, vuole chiudere la partita, a tutti i costi. I numeri, al momento sono ancora dalla sua parte. 

È l’una di notte quando l’assessore Motta comincia a presentare la sua relazione: riesce a replicare solo Raimondo Fassa che rileva «numerosi punti di incertezza e di indeterminazione» nel piano che si va approvando. Ma punta il dito anche sull’aspetto etico e politico dell’intera serata: «Il comportamento del consiglio – sottolinea l’ex primo cittadino – impedisce che su questo tema si possa aprire un confronto più sereno. Forzare l’approvazione sulla variante a tarda notte, dà l’impressione che si voglia farlo, alla chetichella, di nascosto». 
Mentre si accinge a parlare un altro consigliere dell’opposizione, il consigliere Mirabelli chiede la verifica del numero legale. L’opposizione è di nuovo tutta fuori, la maggioranza ritorna in fretta e furia in sala. Di nuovo la regolarità è raggiunta per il rotto della cuffia. A quel punto Il presidente, dopo aver esperito le formali procedure,   passa  alla votazione. Il centrosinistra rientrato velocemente in aula è si trova davanti al fatto compiuto. Da regolamento non può più presentare interventi sull’argomento. Si passa al voto, nonostante la frattura tra gli azzurri, la variante passa. 
Il tutto durato pochi minuti. Dai banchi dell’opposizione si alzano applausi ironici e inviti alla giunta e al consiglio a vergognarsi. 
Si scatena anche il pubblico; una donna, quasi in lacrime, ex leghista si avvicina a Fumagalli: «Sindaco, eppure lei ha avuto molti voti da Bizzozero ma ha tradito la nostra fiducia». Il sindaco fa spallucce. Maurizio Fantoni Minnella, del Varese Social Forum grida per la sala, «Questo sindaco ci ha rotto, è un arrogante». A caldo, da Forza Italia, si biasima la strategia dell’opposizione: «Hanno provato il blitz e non gli è riuscito». Dal canto loro l’opposizione  è compatta: «Hanno stravolto le procedure e tutto per non rinviare di una settimana la discussione. Siamo stati censurati dal presidente. Hanno paura del confronto». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 maggio 2004
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