Condannati gli aggressori di Victor Manuel Rodriguez

22 e 16 anni di carcere a Juan Antonio Martinez e Josè Modesto Peralta per aver partecipato all'agguato che costò la vita al Dj

Ha avuto giustizia Victor Manuel Rodriguez (nella foto). E hanno avuto giustizia sua madre, i suoi parenti, i tanti amici del mondo del ballo latino americano che adoravano questo dj estroverso, simpatico, amante della notte e della vita, e che in questi mesi hanno seguito con amarezza il processo ai suoi aggressori.
La corte, presieduta dal giudice Anna Azzena, ha ritenuto colpevoli di concorso in omicidio volontario Juan Antonio Martinez e Josè Modesto Peralta, i due uomini che aiutarono Roberto Martinez ad assassinare Victor, la notte del 23 giugno 2002, e li ha condannati a 22 e 16 anni di carcere.
La sentenza è arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio: accoglie le tesi del pm, anche se diminuisce le richieste iniziali, riconoscendo le attenuanti generiche, e rigetta la premeditazione.

Una sentenza comunque dura, che nonostante tutto conferma nella sostanza buona parte della ricostruzione fatta dalla pubblica accusa: non iniziò come una rissa, il massacro di Vergiate, ma fu un agguato per uccidere. I tre dominicani, quella notte, trovarono "Mister salsa" nella pizzeria e lo aggredirono. Victor intuì il pericolo e cercò di fuggire, ma rimase intrappolato dietro il bancone. Roberto Martinez lo inseguì e lo colpi più volte con una lama, mentre i due complici lanciavano oggetti per tenere a bada gli altri avventori. 
La corte ha poi ritenuto più grave la posizione di Josè Martinez, detto "Papillin", fratello dell’esecutore materiale delitto, accusato di aver inseguito la vittima anche dietro il bancone del locale, e di aver originato il movente dell’omicidio, giurando vendetta al Dj per esser stato picchiato qualche mese prima in una discoteca di Alessandria.
Il Pm, Loredana Giglio, aveva chiesto 27 e 24 anni di carcere per i due imputati, ma ha accolto la decisione della corte con moderata soddisfazione: «Mi sembra una sentenza equilibrata –  ha commentato –  giusta la differenziazione delle posizioni».
Dalle gabbie, i due accusati, hanno reagito con rabbia, urlando parole incomprensibili ai più. 
In silenzio, ma visibilmente provata,  la madre di Victor, Doris Somoza, ha ascoltato in piedi la lettura della sentenza. Una giornata durissima, per lei. Alla fine ha però voluto fare un commento: «L’importante è che giustizia sia stata fatta – ha detto – anche se la pena sarà sempre poca rispetto al dolore che provo. Spero davvero che nessuna madre possa mai vivere quello che ho vissuto io. 
Ho sempre avuto fede nella giustizia – ha continuato – anche quella divina perché da quella nessuno può scappare. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno lavorato per far sì che queste persone fossero arrestate, perché sono convinta che la loro idea fosse quella di ammazzare e poi fuggire».
Soddisfatto il suo legale, Angelo Greco, anche se si riserva di valutare con attenzione le attenuanti concesse ai due uomini.
Dopo la condanna di Roberto Martinez a 20 anni di carcere, la doppia condanna dei suoi due complici chiude il primo grado di giudizio con una netta scelta di colpevolezza. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 maggio 2004
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