Futuro incerto per l’inceneritore di Borsano

Molta paura per un incendio sviluppatori in una palazzina in Largo Camusi a Gallarate. Due persone sono rimaste ferite: il titolare di un ufficio commercialista, di circa 35 anni, ha riportato ustioni di primo grado al volto e alle braccia; mentre una ragazza di 19 anni è rimasta leggermente intossicata dal fumo. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, all'origine delle fiamme vi sarebbe stato il surriscaldamento di una fotocopiatrice, situata nell'ufficio del commercialista.

Futuro incerto per l’inceneritore di Borsano. Se a breve termine non viene firmata la convenzione tra il comune di Busto Arsizio e la società per azioni Accam, azienda che gestisce l’impianto di termovalorizzazione, a breve si potrebbe sviluppare una vera emergenza rifiuti per gran parte della provincia di Varese. È quanto emerso nell’assemblea degli azionisti Accam che si è svolta questa mattina in comune a Busto Arsizio. Ma non solo: la nuova convenzione potrebbe contenere la clausola di "non rinnovo" e, quindi, la dismissione dell’impianto nel 2016.  

Sergio Parini, presidente dell’ex consorzio, oggi Spa, ha illustrato le problematiche burocratiche secondo cui, dopo sollecitazioni da Regione e Provincia, «occorre giungere in tempi brevi alla creazione di una convenzione con il comune di Busto Arsizio». Prima dell’incontro, il sindaco Luigi Rosa ha presentato una bozza di convenzione che, però, nei prossimi giorni dovrà essere esaminata, insieme a quella proposta da Accam, da un comitato ristretto composto da quattro paesi che fanno parte dell’assemblea e che sono serviti dalla società: Magango, Legnano, Gallarate e Cardano al Campo.

Secondo il consiglio di amministrazione, la bozza proposta dal Comune di Busto ha diversi punti da rivedere, o per lo meno da aggiustare dopo opportuna discussione. Il più importante dei quali riguarda il tempo della durata della convenzione: 16 anni, allo scadere dei quali, Accam dovrà lasciare libero il terreno bonificandolo in toto e rendere l’area al comune esattamente com’era nel 1971. 
Altro punto riguarda il fatto che la convenzione stessa, per come realizzata dal Comune, non sarebbe rinnovabile. Inoltre, il Comune vuole un "consulente rifiuti" che controlli l’operato dell’impianto.
Il presidente del cda Accam ha sottolineato la necessità di rivedere questi punti, soprattutto per la durata della convenzione, con tempi che sarebbero troppo stretti in caso di dismissione dell’impianto ed eventuale bonifica del terreno.

Ma è stato il sindaco di Gallarate, Nicola Mucci, a sottolineare il problema del futuro dell’impianto: «Una convenzione di questo tipo denota una volontà del comune di Busto a cambiare linea nei confronti dell’impianto di termodistruzione. Evidentemente non lo ritengono più strategico. Invito pertanto il consiglio di amministrazione ad approvare la convenzione così come proposta dal Comune e, di conseguenza, ad attivarsi fin da domani nell’individuazione di un nuovo posto per l’impianto».

Il sindaco Luigi Rosa, al termine della seduta, ha comunque dato la propria disponibilità a rivedere alcuni punti della convenzione con il comitato ristretto dei comuni. Il tutto, però dovrà, essere fatto in tempi piuttosto brevi, perchè altrimenti, come sottolineato da un membro del consiglio di amministrazione, Roberto Belloli, «senza la convenzione potrebbe scattare l’emergenza rifiuti perchè costretti a chiudere l’impianto». In qualsiasi caso, per il futuro, rimane il dubbio sulla collocazione dell’inceneritore oggi situato a Borsano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2004
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