Ghiringhelli: «Ho agito in maniera imparziale e secondo regolamento»

La replica del presidente del consiglio comunale "sfiduciato" dall'opposizione

Riceviamo e pubblichiamo 

In relazione agli avvenimenti accaduti durante il Consiglio Comunale del 17 u.s. sento il dovere di meglio precisare quanto riportato dagli organi di informazione, nel rispetto del ruolo che ricopro e per chiarire quanto è avvenuto all’intera città. Le accuse che alcuni consiglieri di minoranza mi muovono in merito ad avvenute infrazioni al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, mi par di capire dalla lettura del comunicato stampa dei gruppi DS, Prc e Margherita, sono essenzialmente quattro. Ecco le mie precisazioni: 
1. La decisione di affrontare l’argomento del carcere dopo le ore 24.00 è stata assunta dalla Conferenza dei Capigruppo a maggioranza. 
2. Non ho impedito al consigliere Imperiali di continuare il suo intervento in quanto lo stesso consigliere, abbandonando precedentemente l’aula, aveva chiuso con questo atteggiamento il suo intervento. Faccio notare che l’art. 66 comma 2 del Regolamento del Consiglio Comunale così recita:"I Consiglieri, nella stessa seduta, non possono prendere la parola più di una volta sullo stesso argomento". 
3. Per quanto riguarda le proposte dei consiglieri Valvano e Cacioppo di votare per parti separate la deliberazione in esame, rilevo che ai sensi dell’art. 77 del citato Regolamento, spetta al Presidente del Consiglio decidere se procedere a votazione delle singole parti oppure se effettuare un’unica votazione sul provvedimento. Prima della votazione sulla deliberazione ho infatti dichiarato (come da registrazione magnetica) che si sarebbe proceduto ad unica votazione e non per singole parti. 
4. Sul comunicato dei gruppi DS, Prc e Margherita viene anche detto che da parte mia è stata "negata ad un altro consigliere la parola". Questa affermazione, come molti presenti hanno potuto constatare, non risulta veritiera.

Per le contestate violazioni al Regolamento vengono poi anche chieste le mie dimissioni, in quanto non avrei garantito "imparzialità" nel mio operato. Faccio notare che questa "imparzialità" fino a pochi giorni fa, tutti i gruppi di minoranza mi hanno più volte riconosciuto pubblicamente.

Dichiaro sin d’ora che se anche una delle accuse che mi sono state mosse verrà provata, sono pronto a rassegnare le mie dimissioni. Ma nel caso le accuse risultassero infondate auspico che identico atteggiamento venga assunto dal primo firmatario del comunicato stampa in cui si chiedono le mie dimissioni.

(Sergio Ghiringhelli)

Varese, 19 maggio 2004

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2004
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