«Gli amaretti restano a Saronno»

Dopo lo sfratto della Lazzaroni deciso dal giudice, trattative in corso per collocare il nuovo Biscottificio che dovrebbe accogliere una ventina di lavoratori. Presentato in Provincia il nuovo amministratore delegato

Dopo la tegola arrivata con la sentenza di sfratto per la Lazzaroni, si intravede qualche spiraglio di luce per la produzione degli storici amaretti. C’è un primo azionista per il Biscottificio di Saronno. Si tratta di MF Consulting, società genovese di consulenza che si occupa di ristrutturazioni aziendali senza escludere investimenti diretti per rilanciare attività. È MF Consulting che ha indicato Andrea Bottino amministratore delegato del Biscottificio di Saronno. La notizia è stata data questa mattina dallo stesso amministratore delegato durante un incontro avvenuto con i vertici delle Provincia di Varese. A Reguzzoni, Bottino ha riconfermato la volontà di proseguire nella produzione degli Amaretti, valutare la possibilità di dar corso a nuove produzioni e, sul fronte occupazionale quella di assorbire fra le 15 e i 20 lavoratori ex Lazzaroni. «Non escludo tuttavia» ha aggiunto « che in futuro, a fronte di una buona risposta di mercato, questo limite possa essere anche superato così come non escudo che, dopo una prima fase di avvio dell’attività si possano cercare nuovi partner da inserire nella compagine societaria». 
Lazzaroni, in ogni caso non si defila. Per bocca dell’amministratore delegato Stefano Tombetti, ha riconfermato la disponibilità di una collaborazione tecnico-commerciale per un periodo di almeno un anno e mezzo: un impegno già assunto in passato e ribadito anche nel corso dell’incontro di lunedì 10 maggio quando le parti lasciarono il tavolo di lavoro in attesa che il Tribunale decidesse sullo sfratto della Lazzaroni. Resta ora da definire la questione della sede. La Lazzaroni, in forza della sentenza, dovrà lasciare l’attuale sede il 21 agosto. Non è escluso che il Biscottificio, già alla ricerca di una nuova e idonea sede nell’area del Saronnese, verifichi anche l’opportunità di stipulare un contratto d’affitto per un periodo di tempo limitato proprio con i vecchi proprietari dell’immobile che ha visto svolgersi l’attività della Lazzaroni. «Stiamo lottando ancora e abbiamo superato cento ostacoli che, forse, nessuno si aspettava solo un anno fa quando incominciammo la trattativa per mantenere in provincia di Varese la produzione degli Amaretti» ha dichiarato al termine della riunione Marco Reguzzoni, presidente della Provincia. «Un risultato al quale si giunge nonostante la tegola dello sfratto e che spero possa significare la fine dell’intera vicenda. Resta il nostro impegno» prosegue Reguzzoni «perché, secondo le modalità che la provincia ha già definito attraverso il percorso di riqualificazione, si possa anche ricollocare il personale in esubero della Lazzaroni e che non potrà essere assorbito dal Biscottificio». «La situazione si è maledettamente complicata dopo la sentenza di sfratto» spiega Domenico Lumastro, segretario provinciale delle Flai-Cgil -«Nessun giudizio di merito può essere espresso da parte nostra sulle motivazioni che hanno spinto il tribunale di Saronno ad emettere una sentenza di sfratto anche se a noi appare sconcertante che si disponga un esecuzione di sfratto di un’azienda nel giro di tre mesi, e ci preoccupa per l’aumentato rischio che tale scelta può determinare nel far naufragare il progetto in nuce del nuovo Biscottificio di Saronno». Secondo Lumastro occorrono soluzioni immediate. «Servono azioni incisive, tipiche di una fase, come quell’attuale, in cui, fatta l’analisi dei problemi industriali e finanziari, occorre tutti assieme valutare la nuova situazione e valutare le possibili soluzioni per cercare di salvaguardare una produzione, cercare di dar vita ad un progetto industriale serio che possa dare qualche risposta occupazionale ad una parte delle lavoratrici e lavoratori della Lazzaroni. A nostro parere la nuova società dovrebbe aprire subito una trattativa per l’affitto dell’area attuale per una durata di almeno 2 anni, contemporaneamente definire l’accordo per una nuova area dove costruire il nuovo biscottificio di Saronno. Inoltre si devono presentare le garanzie necessarie (i partner industriali), definire quando parte la produzione degli amaretti, i possibili altri prodotti, il personale necessario. All’immobiliare ARIES, proprietari degli attuali immobili, pur comprendendo che ognuno fa i propri interessi, chiediamo di non rendersi responsabile dell’affossamento definitivo del progetto industriale e proprio perché parte di essi sono noti imprenditori locali di tener conto degli aspetti sociali della vicenda». Intanto, in attesa del nuovo incontro con l’amministratore delegato, i sindacati hanno indetto un’assemblea per valutare la situazione ed intraprendere eventuali iniziative.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2004
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