I “Quaderni dell’AdE”: una voce per i più deboli

Presentato ieri a Villa Recalcati il secondo numero della rivista dell'associazione che si occupa di emarginati

Dare voce, attraverso la parola scritta, al vario e variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato e, innanzi tutto, essere strumento di comunicazione dell’attività di una di queste realtà presenti nel nostro territorio. Ha questa finalità la pubblicazione dei "Quaderni dell’AdE", sigla, quest’ultima, che indica l’associazione degli Amici degli Emarginati.

Nata nel 1986 in seguito ad una esperienza di volontariato iniziata nella classe di don Vittorio Gandini all’Istituto Salesiano di Varese, l’AdE opera da allora sul nostro territorio con centri di aiuto e di intervento. In particolare, è attiva a Varese con due "Gruppi appartamento", uno maschile e uno femminile, mentre a Cittiglio gestisce il Centro sperimentale per le marginalità "Oscar A. Romero", una comunità di accoglienza per donne e bambini che si trovano in condizioni di disagio estremo. Da alcuni mesi, poi, l’associazione porta avanti un’altra iniziativa a sostegno delle donne in difficoltà, ospitandole in un appartamento messo a disposizione dai Servizi sociali del comune di Varese.

E proprio alla figura della donna e alla condizione femminile è stato dedicato il secondo numero della rivista dell’associazione, presentato mercoledì 19 maggio alle 18.00 nella sala dei convegni di Villa Recalcati a Varese.
Fra gli articoli presenti in questa seconda uscita della pubblicazione, edita dalle Grafiche Nicolini, si segnalano quelli di Fabiana La Pietra e di Sara Mantegazza, entrambi incentrati su una donna "mitica", Medea, l’intervista a Giovanni Reale curata da Angelo Maggio, in cui, a partire da Platone, si parla di giustizia istituzionale ed emarginazione, l’intervento di G. Paolo Soru. 

Quest’ultimo, presidente dell’Associazione Psicologi e Psicoterapeuti di Varese, ha partecipato alla presentazione di ieri, durante la quale ha illustrato il vero senso del fare volontariato e ha posto l’accento sulla necessità, quando si opera a favore di chi ha bisogno, di evitare atteggiamenti pericolosi, da "supereroi". Soru ha sottolineato l’importanza di avere una «mentalità empatica, di pensare l’altro come "pensante per sé", per dare all’altro lo spazio che merita, senza sostituirsi a lui». 
Parlando di associazionismo, all’incontro è stata anche illustrata la storia e l’attività delle botteghe del commercio equo e solidale: di questa realtà e, in particolare, del suo rapportarsi all’emarginazione femminile si parla nell’articolo "Commercio equo e lavoro femminile".

La professoressa Giovanna Ferloni, invece, ha parlato del suo impegno come operatrice all’interno del Centro di Educazione per gli Adulti, struttura che, fra l’altro, porta la scuola all’interno delle carceri, si preoccupa di far conseguire la licenza media, conduce corsi di alfabetizzazione informatica e di italiano agli stranieri, con un particolare riguardo, anche in questo caso, alle situazioni difficili presenti nell’universo femminile. Un impegno a favore dei più deboli, ha sottolineato Giovanna Ferloni, che spesso si scontra con una legislazione miope, come nel caso della Bossi-Fini, quando, invece, proprio dalle istituzioni ci si aspetterebbe un valido aiuto.

Ricordiamo, a chiunque fosse interessato, che il secondo numero dei "Quaderni dell’AdE" può essere richiesto, gratuitamente, contattando direttamente don Vittorio Gandini all’Istituto Salesiano, in piazza don Bosco a Varese (tel. 0332.296311), al quale ci si può anche rivolgere per collaborare alle iniziative dell’Associazione degli Emarginati. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2004
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