Il golf al Parco Alto Milanese approda in tv

Discussione tra le parti coinvolte nella vicenda alla trasmissione di approfondimento di Rete55 "Alta Velocità"

L’ormai celebre questione dell’Accademia dello Sport che il Comune di Busto vuole realizzare su terreni di sua proprietà nel Parco Alto Milanese (PAM) è giunta anche in televisione, dopo essere passata alla radio.

Ospiti della trasmissione "Alta velocità" di Rete55, in onda dall 21 alle 22 di venerdì e condotta da Chiara Milani, sono stati il Sindaco di Castellanza Livio Frigoli, i Vicesindaci di Busto Arsizio e Legnano Gianfranco Bottini e Carmelo Tomasello, il Presidente del Circolo Legambiente di Busto Arsizio Stefano Marcora e, in rappresentanza del Parco Alto Milanese, Flavio Castiglioni.

Il dibattito ha avuto toni pacati, nondimeno non sono mancati i motivi di scontro, è più di una volta è stato chiamato in causa un assente illustre, il presidente del PAM Gian Pietro Barlocco. Stefano Marcora ha espresso l’intransigenza di Legambiente nel denunciare, oltre al previsto danno ambientale del campo da golf e delle strutture attigue, la privatizzazione di un’area pubblica destinata a parco, per tacere dei rischi di speculazione edilizia, spesso legata alla creazione di campi da golf. Inoltre l’accusa che Legambiente muove al PAM e ai Comuni è quella di non esserssi dotati per tempo di un Piano Territoriale di Coordinamento, strumento essenziale per gestire la vita del Parco stesso.

Carmelo Tomasello ha invece denunciato come il progetto "Accademia dello Sport", nato all’interno del PAM ad uso ludico e pubblico, abbia preso per iniziativa autonoma del comune di Busto Arsizio un indirizzo privatistico e agonistico. "Il PAM non è una colonia di Busto" ha concluso il vicesindaco di Legnano, "altrimenti che senso ha che continui ad esistere? Abbiamo sempre agito collegialmente e dobbiamo proseguire in questa direzione".

Livio Frigoli ha ricordato le pressioni della passata giunta Tosi di Busto Arsizio per giungere al progetto dell’Accademia dello Sport, e la sorpresa nell’apprendere dai giornali l’evoluzione della vicenda attraverso le delibere del Comune di Busto. Per il PAM Flavio Castiglioni ha ricordato come l’ente parco disponga di una ben modesta autonomia rispetto alle scelte dei Comuni consorziati, e ha lamentato come Busto non abbia mai risposto a reiterate richieste del Parco di avere la documentazione sui progetti dell’Accademia dello Sport; quindi ha contestato a Marcora l’accusa di avre fatto poco, citando il rimboschimento con alberi tipici della Pianura Padana, e chiarendo che la natura agricolo-boschiva del Parco, il suo modesto valore naturalistico e la sua condizione di parco intercomunale aperto e fruibile escludono la necessità di vincoli particolari sul suo territorio. Livio Frigoli ha affermato che il PAM avrebbe gli strumenti per un’azione legale contro il Comune di Busto, autore – a suo dire – di una delibera illegittima, salvo poi attenuare i toni e chiarire che l’idea di un’azione legale era una provocazione, e ha invitato l’amministrazione bustese a recedere dal progetto e a ridiscuterlo collegialmente. Gianfranco Bottini ha definito il PAM "un’entità virtuale" i cui terreni sono posseduti quasi interamente da Comuni e privati, e ha contestato al Parco la sua delibera del 2001, che prevedeva il ritorno al PAM stesso dei terreni di cui era previsto l’utilizzo nel primo progetto; "come possono terreni del Comune di Busto Arsizio RITORNARE al Parco che non ne è il proprietario? Quella delibera è errata concettualmente". Il vicesindaco di Busto ha comunque affermato che si impegnerà personalmente perchè l’ente parco riceva i documenti richiesti.

Tomasello ha fatto notare come Legnano sia intenzionata a raddoppiare l’area del proprio territorio inclusa nel PAM, di cui peraltro è in stesura l’agognato Piano di Coordinamento Territoriale, la cui realizzazione è stata affidata a professionisti. Inoltre, in conclusione, ha messo sul piatto un aspetto molto importante: fin dalla sua fondazione il Parco è stato presieduto da bustocchi, ora sarebbe il caso di passare la mano anche a qualcun altro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2004
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