In arrivo 70 bambini da Chernobyl

In due mesi i bambini saranno ospitati dalle famiglie della zona. molte altre le iniziative in campo, dall'adozione a distanza alla raccolta aiuti umanitari

In arrivo 70 bambini da Chernobyl tra luglio e agosto. i piccoli saranno ospitati dalle famiglie della zona e 15 di loro non hanno mai messo piede in Italia. Sono i risultati di anni di intensa attività dell’associazione "Noi con voi" che opera in questo settore dal lontano 1997 e non solo propone di ospitare i bambini a casa propria, ma cerca aiuti per far fare loro una semplice vacanza, adottarli a distanza, compare medicinali. 

Per quanto riguarda l’ospitalità «i documenti necessari sono già stati spediti alle rispettive autorità competenti ucraine ed italiane per ottenere le autorizzazione del caso.Chi ospita per la prima volta si pone molte domande, le risposte sono semplici: trattiamoli come se fossero figli nostri – spiega Luigi Pagani, un componente del consiglio dell’associazione -. Le adesioni per inviare bambini alle colonie terapeutiche sul mar Nero sono state, anche per noi organizzatori, superiori alle nostre più rosee previsioni. Abbiamo ricevuto, in totale, 52 adesioni che provengono, da famiglie, da dipendenti di alcune aziende e da amici.Tutti gli accordi con la colonia terapeutica sono stati completati; l’elenco dei bambini con le accompagnatrici è stato fatto privilegiando quelli delle famiglie in gravi difficoltà della nostra associazione corrispondente, quelli del villaggio da noi adottato  e alcuni provenienti da un istituto.Con questa proposta noi pensavamo di raccogliere il 30-40 adesioni al massimo, mentre le 52 ci fanno ben sperare anche per l’anno prossimo».

Anche le adesioni per le adozioni a distanza sono state molto soddisfacenti: «sono arrivate a quote 28 – prosegue Pagani -. Sono stati perfezionati gli accordi burocratici tra noi e l’Ucraina per diminuire i costi totali delle varie operazioni e parallelamente sono state trovate le forme corrette per dimostrare che noi stiamo sostenendo bambini e famiglie in difficoltà e non trasferendo “capitali” da investire in loco. Inoltre continua ad arrivare materiale, dai vestiti ai giocattoli, da scarpe e cappotti a materiale scolastico e vecchi computer. La maggior parte degli indumenti è nuova o usata pochissimo; sono già state confezionate circa 600 scatole. Stiamo preparando l’elenco dei colli, con il numero e ciò che contengono, da inviare alle autorità ucraine ed italiane per ottenere la qualifica di aiuti umanitari per non dover pagare tasse di import/export molto elevate. Come ogni anno dobbiamo riconoscere che la nostra non è una società senza valori, anzi è ricca  di grandi sorprese. Grazie per aver posto la vostra fiducia nel nostro operato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2004
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