In fondo, la vita non è questa?

Grazie alla campagna di Solidarietà e Progresso "Io mi chiamo Ciccio, e allora?" sono diventate famose. Sono le persone seguite dalla Cooperativa Solidarietà. Disabili che vivono tra sogni, ambizioni e lavoro

Li chiamano disabili o, più correttamente, diversamente abili. Sono persone, uomini e donne che vivono la propria vita intensamente. Accompagnati e sostenuti a seconda della gravità di propri limiti, ma sempre in prima persona. Abbiamo trascorso una giornata con gli ospiti della cooperativa Solidarietà . In particolare abbiamo osservato Mario e Francone, che abitano al centro Novella di Gurone, una casa comunità dove Lorenzo e Marcella, con altre due coppie di amici, aiutano una decina di disabili mentali.
Dalla sveglia alle 7 fino al dopo cena, accanto a loro per vedere che la vita, in fondo, è proprio questa.

Francone: «Abito a Novella, ma la mia casa è a Gazzada»

Arrabbiarsi non serve. E Mario scelse di essere contento

Galleria Fotografica della giornata

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2004
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