L’infanzia negata raccontata dai bambini

Al via il Children's World Congress on Child Labour organizzato da Global March Against Child Labour, da Mani Tese e da CGIL, CISL e UIL

La sessione inaugurale del Children’s World Congress on Child Labour si è tenuta nell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, gremito dai bambini ospiti e protagonisti dell’evento, dalle delegazioni accompagnatrici e da molti visitatori interessati a dibattere un tema che coinvolge ogni parte del mondo. I saluti di benvenuto sono stati portati ai presenti dal sindaco di Firenze, Dominici, dal presidente della Regione Toscana, Martini e dal presidente della Provincia di Firenze, Gesualdi: tutti e tre hanno sottolineato l’importanza dell’evento nell’ambito di un discorso sul lavoro minorile che non coinvolge solo i paesi di provenienza dei bambini lavoratori, ma che è molto più vicino di quanto si possa immaginare. Il primo intervento è stato riservato al Segretario Internazionale della Global March against Child Labour, Kailash Satyarthi, il quale ha invitato i politici presenti (pochi a suo giudizio vista l’importanza dell’evento e la profondità del tema trattato) a interessarsi in maniera concreta delle possibili soluzioni proposte dai bambini. Il Segretario della Global ha sottolineato l’importanza di questo evento e ha sollecitato ad un’opera di diffusione delle istanze e delle esperienze che i bimbi e i ragazzi racconteranno nei prossimi giorni di conferenze.  I dati che Satyarthi ha citato sono impressionanti: 246 milioni di bimbi e ragazzi sfruttati sessualmente, nella pornografia e in lavori che con l’infanzia non dovrebbero avere nulla a che fare. 
«Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile – ha ricordato il segretario confederale di CGIL Titti Di Salvo – non è un problema limitato nello spazio, ma è sentita anche qui da noi e per questo dovrebbe avere un interesse maggiore da parte della politica». 
L’intervento di Filippo Mannucci, presidente di ManiTese, referente europeo della Global March e organizzatore dell’evento (grazie all’indispensabile lavoro dei volontari dei diversi gruppi nazionali, tra i quali anche alcuni ragazzi della provincia di Varese, dei gruppi di Malnate e Gallarate),  ha mirato a sottolineare il ruolo di eventi come la Global. «Iniziative – ha detto – che potrebbero convincere il mondo politico ad affrontare il tema dello sfruttamento del lavoro minorile, convincendo gli stati a investire in educazione e sviluppo piuttosto che in armamenti». 
L’ultimo intervento della prima sessione dei lavori è stato riservato a Marida Bolognesi, membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia della Camera: Bolognesi ha provocatoriamente sottolineato come alcuni casi di sfruttamento dovrebbero essere iscritti alla lista dei crimini piuttosto che in quella dello sfruttamento del lavoro minorile; pornografia, sfruttamento sessuale, violenze psicologiche di vario tipo dovrebbero essere separati da altri casi, lavori spesso funzionali alla sopravvivenza stessa delle famiglie di provenienza dei giovani lavoratori. Da lei una promessa di un intervento concreto dello Stato Italiano per tentare di risolvere casi che anche nel nostro Paese sono presenti. 
Nella seconda parte della mattinata sono stati presentati da Nandita Das, attrice indiana impegnata nel sociale, alcuni dei bambini che interverranno nei prossimi giorni, i quali hanno narrato le proprie esperienze, alcune toccanti. Nel pomeriggio si sono costituiti quattro gruppi di lavoro, uno coordinato dai sindacati, uno dalle ONG (Maria Rosa Cutillo di ManiTese ha fatto gli onori di casa), e due gestiti dagli animatori che hanno fatto divertire i bambini ex lavoratori con giochi costruttivi e discussioni tematiche, con i ragazzi protagonisti. Il Palazzo dei Congressi è stato colorato oggi, e lo sarà fino alla marcia conclusiva del 13, da una miriade di facce provenienti da tutti i continenti, bambini che vogliono recuperare la propria infanzia o quantomeno raccontare le proprie esperienze per evitare ad altri bimbi di soffrire: indiani, pakistani, brasiliani, africani, statunitensi, nord europei, rumeni e centinaia di altre delegazioni si sono mescolate tra loro, dando un messaggio inequivocabile di pace e di fratellanza e una lezione che gli adulti di tutto il mondo dovrebbero cogliere e mettere in pratica. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.