Laura, bambina lavoratrice: «Ora aiuto gli altri»

La testimonianza di una giovane colombiana che ora fa parte del sindacato dei bambini lavoratori nel suo paese

Tra i ragazzi partecipanti e relatori al primo Congresso mondiale contro il lavoro minorile c’era anche  Laura Rubio, 13 anni, colombiana, che lavora da quando ne aveva sette e oggi è membro del sindacato dei bambini lavoratori nel suo paese, la Confederaciòn General de Trabajadores Democraticos.
Porterà la sua testimonianza anche al convegno sul lavoro minorile in programma sabato 15 maggio a Gallarate.
«Tuttora sono una studente-lavoratrice – cosi esordisce e si definisce Laura Rubio – ho iniziato a lavorare sei anni fa, aiutavo mia madre a vendere i biglietti della lotteria. Mi svegliavo alle sei di mattina e lavoravo fino alle 11. Poi ho avuto contatti con il sindacato dei lavoratori, che mi ha permesso di frequentare anche la scuola. Oggi lavoro la mattina, poi nel pomeriggio frequento la scuola e la sera faccio i lavori domestici a casa. La vicinanza del sindacato mi ha permesso di conoscere i diritti dei bambini e di portarli a conoscenza di altri che lavorano e che ignorano tutto questo».
Dalle parole di Laura trapela una maturità e un senso di responsabilità che pochi giovani della sua età hanno, proprio di chi ha dovuto e voluto crescere in fretta per salvarsi da una vita di sacrifici, senza un futuro.

«Il gruppo organizzato di lavoratori, di cui faccio parte, sta cercando di realizzare un progetto di corsi di formazione per i genitori dei bambini che lavorano, in modo da prepararli a trovare un lavoro e a guadagnare uno stipendio, in modo da non mandare più i figli al lavoro. Ma la colpa spesso è dei datori di lavoro che preferiscono prendere i bambini, perché li pagano meno e non hanno la previdenza e fanno così concorrenza ai loro stessi genitori.
La nostra organizzazione inoltre sta facendo pressioni sul governo, perché nel nostro paese venga istituito l’obbligo scolastico e sconfitto così il lavoro minorile».
Dopo aver sottolineato l’importanza del Congresso di Firenze, che ha dato la possibilità a molto ragazzi di prendere la parola e raccontare esperienze anche drammatiche di cui non si parla mai, lancia anche una pesante condanna: «I governi e e nazioni, in particolare quelli più ricchi, investono molte risorse per gli armamenti per le guerre, anziché garantire l’istruzione gratuita ai bambini. Devono fornire tutto quanto è necessario perché possano vivere proteggendo i loro diritti. I governi devono sanzionare penalmente il lavoro minorile, ma non criminalizzare i bambini. Loro sono le vittime».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2004
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