Lotta alla distrofia? «Adottiamo un’associazione»

La campagna di raccolta fondi lanciata dalla Confesercenti. L'obiettivo: coinvolgere clienti e consumatori

«Anche gli esercenti hanno un cuore» – come afferma Cesare Lorenzini, presidente di Confeservcenti –  e la "prova" è la campagna "Adottiamo una associazione a distanza", una raccolta fondi a favore di associazioni che operano nel sociale.

L’idea è quella di ripetere l’iniziativa ogni anno, per farla diventare un punto fermo e riconosciuto nel panorama varesino. Quest’anno l’associazione beneficiaria dei fondi raccolti sarà l’ Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm), una società onlus che si occupa sia della ricerca scientifica e tecnica nel campo della malattia sia dell’assistenza ai malati. Aderiscono all’iniziativa varie categorie legate alla Confesercenti, dall’Agr dei ristoratori alla Faib dei distributori di benzina, per un totale di più di trecento imprese. Ciascun esercizio devolverà alla Uildm parte dei profitti guadagnati nel periodo tra il 15 maggio ed il 15 ottobre, invitando i clienti a versare anche loro un contributo di solidarietà. «L’obiettivo è quello di coinvolgere imprenditori e consumatori insieme – spiega il Direttore di Confesercenti Gianni Lucchina – per coinvolgere più persone possibili in una campagna di solidarietà». Così nei mesi coperti dall’iniziativa, un ristorante devolverà in beneficenza un euro per ogni conto, un benzinaio una lira per ogni litro di benzina. A conclusione dell’iniziativa, nel mese di novembre si terrà un concerto dell’orchestra d’archi della Swiss Music Center Italia, il cui ricavato andrà anch’esso a favore della Uildm.

Sia Lucchina che Lorenzini sottolineano il ruolo sociale che sotto la loro guida caratterizza la Confesercenti: «Siamo un’associazione di categoria – afferma il secondo – che tutela gli interessi dei propri affiliati, ma sa anche guardarsi intorno ed operare per il bene comune». Soddisfatto è anche Carlo Bianchi, medico fisiatra presso la fondazione "Sacra Famiglia" di Cocquio Trevisago e consulente della Uild: «Purtroppo la mano degli enti pubblici non arriva dappertutto, associazioni come la nostra hanno problemi cronici di finanziamento. Oltretutto iniziative come questa focalizzano l’attenzione su malattie gravi ed incurabili ma spesso ignorate dalla gente».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2004
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