“Oche giulive”, ma mani di fata

Storia di un negozio - laboratorio dove la creatività ha vinto. Sulla vita e sulla civiltà dei consumi

Loro dicono di essere "Le aiutanti di Babbo Natale". E in effetti entrare nel laboratorio-negozio delle "Oche Giulive" gestito da Elisa ed Elena  Goglione in via del Cairo 35 a Varese, è un po’ come entrare in una favola: dal sapore antico, ma con un sacco di caratteristiche moderne. 

Un laboratorio che, nato negli anni del boom del punto croce, ha  sviluppato caratteristiche proprie. Molto "vecchio stampo" ma anche molto alla moda…  «La nostra principale caratteristica è quella di lavorare sul riciclo – spiega Elisa – Prima di cercare quale stoffa nuova usare per un determinato lavoro, noi chiediamo ai clienti cosa hanno in casa. L’abbiamo imparato da piccole che "non si butta via niente": da un vecchio copriletto per esempio si possono fare dei cuscini, dei piccoli regali. I vestiti delle bambole che realizziamo sono fatti tutti con avanzi di nostri lavori: guardavamo quei pezzettini ritagliati e ci dicevamo "con questo si potrebbe fare una camicina, con quest’altro si potrebbe fare una gonnellina…" e via così. Ora è una moda quella del vintage, ma per noi è sempre stato così, si tratta di una questione razionale».

Elisa e Elena sono sorelle: nate e cresciute a Varese,  Elisa ha 31 anni e un figlio di due, mentre Elena ne ha 40 e due figli di 17 e 14 anni. Il loro laboratorio è aperto a Varese dal giugno del 2001. «Io ho cominciato come fotografa ma ho avuto delle traversìe – spiega Elena, la più giovane delle due –  nel frattempo mia sorella aveva avuto figli e voleva ricominciare a lavorare. Un giorno ci siamo parlate e abbiamo deciso di provare questa esperienza. Non avevamo clienti, non avevamo esperienze di gestione di un negozio, però ci abbiamo provato lo stesso: e  i clienti ce li siamo fatti "sul campo" nella nostra prima sede, che era in via Morosini 11. Là avevamo un negozio con tante vetrine, e abbiamo cominciato a mettere in vista i nostri manufatti. In parecchi si fermavano a guardare ma sivedeva nella loro faccia un dubbio. Così, per far capire che non vendavamo cineserie ma nostre creazioni, in vetrina ci abbiamo messo le macchine da cucire: lavoravamo davanti a tutti».

Un’avventura cominciata in maniera entusiasmante, che ha rivoluzionato la vita e le relazioni tra le due protagoniste:  «Da ragazze non siamo mai state "sorelle" : ci siamo perse e riprese più volte, anche per la differenza di età tra noi due – continua Elisa – Ma, un anno prima di sposarmi, ci siamo parlate  e abbiamo deciso di provare a fare qualcosa insieme, lavorando in casa. La prima cosa che abbiamo fatto insieme è stata la realizzazione di un vestito da carnevale che ha avuto un grande successo: era metà da sposo e metà da sposa. Da quel momento ci hanno cercato in tanti, e abbiamo cominciato a lavorare. Prima in casa, poi abbiamo deciso di "fare sul serio" e abbiamo aperto il negozio-laboratorio. Da allora abbiamo sempre lavorato con un’intesa perfetta»

Elisa ed Elena lavorano quasi esclusivamente su ordinazione, ma passare dalla loro vetrina e comprare non è affatto impossibile: tra le realizzazioni più curiose e simpatiche della coppia di sorelle, ci sono le tovagliette americane con le poesie. Imbottite, personalizzate con le poesie prescelte, sono state pensate per san Valentino ma sono "applicabili" a qualunque occasione nell’anno. Ma c’è anche il porta pane fatto per un solo panino, a uso di ristoranti e "singles", i cuscini cinesi, dalla curiosa forma adatta alla cervicale. Oppure le sporte della spesa in tessuto cerato o dei guanti da forno particolarissimi: non a manopola , ma fatti come una vera e propria striscia che protegge tutte e due le mani insieme.

«Le nostre realizzazioni devono essere innanzitutto pratiche perciò utilizziamo tessuti che non stingono, i nostri lavori si possono tranquillamente buttare in lavatrice e non ingombrano inutilmente, come per esempio la coperta – cuscino, un plaid con contenitore "incorporato" che quando non si usa diventa un elemento d’arredamento. Per quanto riguarda le idee invece, arrivano da qualunque stimolo: dai negozi londinesi ai suggerimenti dei clienti. Come per esempio quello del "cuscino della scuola" riempito delle firme di tutti gli alunni, da regalare alle maestre. Un’idea simpatica che ha poi avuto seguito»

Le Oche Giulive
Via del Cairo 35 – Varese
www.ochegiulive.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2004
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