L’opposizione esulta: «Una prova di compattezza»

Cacioppo: «Una mossa concordata», Zappoli «Necessario dire basta», Molinari «Sul carcere, vittoria di Pirro della maggioranza»

Una mossa concordata, giocata con cautela, ma frutto di un’intesa che ha non ha visto defezioni. 
L’opposizione alla giunta Fumagalli, all’indomani del consiglio comunale interrotto, ci tiene a ribadirlo: crisi o non crisi in Forza Italia o dentro la maggioranza tutta, il dato positivo è l’unità di tutte le forze di minoranza che siedono in palazzo Estense. 
L’assessore Motta ha appena terminato il suo intervento in merito alla variante al piano regolatore; l’intera fila alla sinistra della giunta si alza; rimane il solo Molinari della Margherita a richiedere il numero legale. A quel punto il gioco è fatto; i limiti politici e numerici della maggioranza odierna sono stati messi impietosamente a nudo. 
«Sono stato io a proporre alle forze dell’opposizione di uscire – racconta il giorno dopo il consigliere diessino Emiliano Cacioppo -. L’assenza dei quattro di Forza Italia era in qualche modo annunciata. C’erano le condizioni. Il più era convincere anche le altre forze, inizialmente titubanti. Alla fine abbiamo ci siamo trovati d’accordo con Margherita, Rifondazione e Lista Fassa». 
La mossa poteva essere rischiosa; quanto meno dopo l’esperienza di lunedì scorso, quando, alla richiesta di verifica del numero legale, l’opposizione si è trovata beffata dal precipitoso rientro in sala dei consiglieri della maggioranza. Numero legale raggiunto e addio contropiede per rinviare la questione carcere. «Tuttavia, proprio l’approvazione della variante sul carcere – sottolinea il consigliere della Margherita Molinari – è stata la vittoria di Pirro della maggioranza. La rottura temuta lunedì scorso si è avverata ieri sera. Una vittoria forzata che ha avuto come conseguenza la spaccatura di Forza Italia».
Più tranquilla la situazione ieri: le assenze tra le file della maggioranza erano certe; l’assenza del sindaco e del consigliere Terzaghi hanno facilitato le cose, così come la fuoriuscita in qual frangente di due consiglieri di An. La manovra orchestrata è partita da lì. I Ds contrariamente a lunedì scorso, sono rimasti dietro le quinte. Lo scatto da grimpeur è toccato ad Angelo Zappoli. Sembrava una posizione isolata la sua: un gesto di dissenso forte verso una maggioranza che stava cercando di approvare un’importante modifica al prg senza fare i conti con le proprie crepe. Ma appunto si trattava di un gioco di squadra. L’intera opposizione ha abbandonato l’aula, lasciando la maggioranza in forte imbarazzo. «Un’operazione concordata – ribadisce il capogruppo di Rifondazione – più organizzata rispetto a quella di lunedì scorso. Ma la situazione stava diventando insostenibile. Era necessario dire basta, opporci ad una situazione inaccettabile. Può essere giusto farti carico delle assenze, ma in casi come questo, affrontando argomenti pesanti come l’alienazione di un bene pubblico, una nuova edificazione di parcheggi e abitazioni residenziali in pieno centro con il rischio di far aumentare i costi in tutta la zona…Non accetto che con il mio voto contrario si facciano passare cose che non condivido. E su questo c’è stato davvero accordo con tutta l’opposizione». 
«Possiamo ragionare e discutere con una maggioranza ragionevole – continua Cacioppo –  ma quando viene meno, come è successo settimana scorsa il patto tra gentiluomini, noi non possiamo fare più sconti. Non possiamo far finta di nulla». 
Brinda dunque l’opposizione: per la vittoria parziale di ieri, e per le guerre intestine nella casa dell’avversario. Ci si toglie anche lo sfizio dell’ironia: «Il segretario cittadino di Forza Italia  ha provato a fare il Ministro della Concordia – conclude Molinari citando Orwell – ma il Grande Fratello può anche decidere di fare a meno del suo ministro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2004
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