Regolamento sul decoro, «sembra scritto durante il fascismo»

I consiglieri Paci e Zappoli commentano con ironia e preoccupazione il nuovo codice di comportamento urbano

Ironia e preoccupazione, sul nuovo "Regolamento per la tutela del decoro e dell’igiene dell’ambiente urbano", presentato qualche giorno fa in commissione ambiente dall’assessore Nicoletti: «Sembra scritto non  nel 2004 – commentano i consiglieri Paci, Margherita e Zappoli, Rifondazione – anno in cui molti credono di vivere in un’epoca di liberismo e di neoilluminismo politico, ma nel ventennio di desolata memoria».
Il documento scrivono i due «muove da premesse moralistiche preoccupanti, che fanno paura.  Per ora ci sollecitano a cambiare mentalità, poi magari qualcuno provvederà a far cambiare le idee politiche…una volta usavano il bastone e l’olio di ricino, quindi per ora stiamo tranquilli…». 
Il regolamento come ormai è noto, vuole allargare i provvedimenti restrittivi in fatto di decoro, dopo quello che sancisce la punibilità del mozzicone lasciato sul selciato o della macchia d’olio persa incautamente dallo scarico. 
In nome del decoro e del buon costume, il nuovo "codice" prevede sanzioni contro il "linguaggio turpe e blasfemo, contrario alla morale e offensivo del sentimento religioso e patrio"; prevede il divieto di stendere i panni sul fronte strada, la custodia rigida degli animali e via di seguito: Varese sempre più una città svizzera?
Paci e Zappoli
sentono puzza di qualcosa di peggio. Tra i provvedimenti, ad esempio, vi era quello di "vietare cortei, processioni o altre manifestazioni senza l’autorizzazione comunale". 
«Ma come, – è la replica di Zappoli –  nessuna manifestazione prevede, per Legge, il rilascio di alcuna autorizzazione, e tanto meno da parte del Comune! Semplicemente si prevede una comunicazione all’autorità di Polizia sulla data, ora e luogo dello svolgimento». Solo la polizia, in sostanza, può negare il consenso per motivi gravi. Una svista dell’estensore del regolamento, prontamente corretta con imbarazzo. Quanto basta, tuttavia, a far sospettare una volontà  politica, o "fantapolitica", di condizionare il libero ritrovarsi  a motivi di convenienza o di partito. 
Ma quello che indigna i due consiglieri è altro: «I cittadini – si legge ancora nel regolamento – sono invitati a collaborare con l’amministrazione comunale nell’osservanza del presente regolamento mediante segnalazioni scritte o verbali indirizzate all’area tutela ambientale».
Una carriera di delatori, è il futuro che Paci e Zappoli si immaginano per i cittadini del futuro. «Amenità che hanno di fatto il senso di limitare gli spazi di libertà di ogni cittadino e di introdurre una pericolosa mentalità delatoria».
Resta intesa, la disponibilità dell’opposizione allo sforzo per una maggior educazione verso la cosa pubblica;con l’educazione civica nelle scuole o la sensibilizzazione dei cittadini. «Evidentemente – concludono – chi ci governa ha scarsa o nulla fiducia nell’intelligenza dei varesini».
Altre dovrebbero essere i problemi: l’inquinamento delle automobili, degli autobus dell’AVT,  il traffico caotico, le strade malmesse, i beni comunali venduti ai privati, il verde sacrificato al carcere, la politica dei supermercati e dei parcheggi, operazioni «per la gioia dei palazzinari», gli aumenti di bilancio. «E l’elenco – concludono – sarebbe lungo da continuare».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2004
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