Un “Amor di libro” insubre

Sofferenze, cristianità, Europa, comincia la nuova edizione della rassegna letteraria

Spira un forte vento quaresimale sulla sesta edizione di "Amor di libro", la rassegna dedicata alla lettura organizzata dal Comune di Varese. E non solo perché condensata in soli 8 giorni rispetto alle maratone passate. 
Un "Amor di libro" targato politicamente e culturalmente, insubre per taglio e per nomi scelti. Ma anche poco consolatorio e senza troppe concessioni al ludico. Nato anni fa con l’idea di coinvolgere tutte le associazioni culturali presenti sul territorio, sembra che di quell’esperienza sia rimasto ben poco. 
Si comincia con la rievocazione di Nedo Fiano, A 5405, Il coraggio di vivere, pubblicato dalle varesine edizioni Monti, una rielaborazione a distanza dell’esperienza di Auschwitz. 
Un incontro che detta la cifra del clima che verrà. 
Si tornerà a parlare di guerra con lo scrittore cattolico Eugenio Corti di cui è stato ripubblicato di recente il volume del 1947
I più non ritornano. Diario di 28 giorni in una sacca sul fronte russo. 
Altra tappa: Il significato della sofferenza è il titolo del volume curato da
Mario Picozzi, Luca Violoni, Paolo Cattorini; l’esperienza del dolore, la chiamata in causa di Dio, il significato della malattia fornito dalle tre religioni monoteiste, secondo il pensiero di un sacerdote, da un professore e da un ricercatore di bioetica dell’Università dell’Insubria. 
Anche il tema contingente dell’Europa è proposto secondo un’ottica ben precisa: tra i protagonisti, Alain De Benoist, intellettuale di prestigio, guru della nuova destra francese, collaboratore negli anni sessanta di riviste come "Europe Action" e "Défense de L’Occident", esperto di religiosità nel mondo contemporaneo e portatore di una forte carica critica ai concetti tradizionali di democrazia. Ma anche in grado di assumere posizioni violentemente terzomondiste e antiamericane: "petroassassini deliranti" è l’espressione da lui coniata per definire l’amministrazione Bush. 
Di riflesso, di Europa si tratterà con il varesino Marco Meschini, storico presso l’Università Cattolica di Milano, collaboratore de Il Giornale. Presenterà il suo recente e molto pubblicizzato 1204 L’incompiuta. La IV crociata e le conquiste di Costantinopoli, un volume che ripercorre tra registro giornalistico e indagine interpretativa la distruzione da parte dei crociati della capitale cristiana ortodossa Bisanzio. Un episodio per cui di recente anche Wojtyla ha chiesto perdono, che ancora riecheggia nei difficili rapporti tra le due chiese e di cui nel volume tuttavia si portano tesi più assolutorie.  
Viene dall’Insubria, dove è docente di Storia della comunicazione, Claudio Bonvecchio che presenterà il suo Europa degli eroi, Europa dei mercanti. Itinerari di ribellione, una lunga ed appassionata, e non a caso con molto seguito tra i giovani padani, ricostruzione antieuropeista dell’identità europea, fondata sul cristianesimo. Ad alleggerire il clima, ma sullo stesso tema, Sergio Romano con il suo L’Europa: storia di un’idea. Dalla formazione degli Stati nazionali alla Costituzione dell’Europa unita e in chiusura di manifestazione, Gianni Vattimo, con il suo Il socialismo, ossia l’Europa.
Spazio anche alle lettere: Mons. Ballardin, della Biblioteca Ambrosiana, aprirà una finestra su Petrarca; Vincenzo Guarracino tratterà il carteggio Leopardi-Ranieri.
Di contorno due incontri con rappresentanti della stampa locale, un tributo al neoeponimo del teatro di Varese, Mario Apollonio, momenti dedicati a pubblicazioni a sfondo artistico e spazio ai laboratori didattici per i bambini. 
Tutti gli appuntamenti, a partire da venerdì 28 maggio fino a domenica 6 giugno, si terranno, salvo diverse indicazioni, al Teatro Apollonio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2004
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