A Matteo Vanelli il concorso di poesia “Esperide” di Gallarate

"Il folle senso dell'istante" ha preceduto le opere di Cristina Bandini e Marta Galmarini

È Matteo Vanelli il vincitore dell’edizione 2003/2004 del concorso di poesia Esperide la cui premiazione si è svolta a Gallarate  lunedì 25 ottobre, presso il tendone allestito a Palazzo Broletto nell’ambito della fiera “Duemilalibri”.
(foto: Maria Luisa Bossi, presidente dei Lions Club di Gallarate, premia uno dei concorrenti, accanto il dirigente scolastico dei Licei Mirella Baratelli).

Il concorso, giunto all’ottava edizione, è organizzato dai Licei Scientifico e Classico di Gallarate con il patrocinio dei Lions Club di Gallarate e della Libreria Carù, ed è riservato agli studenti degli Istituti. La giuria, composta dal Dirigente Scolastico dei Licei prof.ssa Mirella Baratelli, dai professori Simone Ramon, Daniela De Angelis, Angela Mascheroni e Luca Segalla, dagli studenti Pietro Zoerle e Michela Megale e dalla poetessa Marisa Ferrario Denna, ha selezionato i tre vincitori tra le ventisei poesie pervenute sui temi L’attimo fuggente, Angeli e demoni, L’incanto e la bellezza ed infine La maschera e il volto.

Il primo premio è stato come detto assegnato alla poesia Il folle senso dell’istante di Matteo Vanelli, il secondo alla poesia Astenia di Cristina Bandini, mentre il terzo premio è andato alla poesia L’incanto di Marta Galmarini.

Interessanti ed incoraggianti le motivazioni che hanno portato a questi riconoscimenti. Secondo il responsabile del concorso, prof. Simone Ramon, i vincitori hanno saputo sviluppare «con una perizia tecnica notevole i temi proposti». Marisa Ferrario Denna ha invece voluto sottolineare le capacità dei ragazzi che hanno partecipato al Laboratorio di Poesia che ha tenuto per alcuni anni all’interno dei Licei (alcuni loro lavori sono stati pubblicati nella piccola brochure del concorso, insieme alle tre poesie vincitrici), quindi ha ringraziato i partecipanti al concorso per il «coraggio del loro guardarsi dentro». Una qualità che, se non coltivata a dovere, rischia di scomparire.

Il folle senso dell’istante (M. Vanelli)

È stato un pensiero non detto

(Tra incertezza di luce e limpida ombra),

Mentre passava nell’aria

Il folle senso dell’istante.

Senza parlare, nell’attimo,

Tu mi mostravi

Il miracolo della sorpresa.

Respirandolo, l’ho fatto mio.

Camminavo e sentivo pulsare

La condizione beata del cuore

È stato facile allora vedere:

Il tempo che passa da nuvole a sole.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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